Sull’onda della scelta giapponese di qualche anno fa, anche questa estate la lotta per salvaguardare il clima parte anche dagli uffici. E in prima fila, nela scelta, si conferma il gigante degli idrocarburi, l’Eni. Anche quest’anno infatti nelle sedi della società saranno bandite cravatta e abbigliamenti formali.
Risparmi
L’iniziativa, nata due anni fa, è rivolta ai dipendenti e consiste nell’adottare in ufficio per il periodo estivo un abbigliamento meno rigoroso con l’obiettivo di risparmiare energia, soprattutto in vista dell’elevato consumo di elettricità che caratterizza la stagione, e con il vantaggio di lavorare con maggiore comodità. Il tutto con un impatto positivo anche sull’ambiente in termini di riduzione delle emissioni di CO2.
L’iniziativa "Eni si toglie la cravatta" consiste – informa una nota della società – nel mantenere più elevate di 1 grado le temperature all’interno degli edifici del gruppo "in modo da contribuire a un utilizzo più razionale dei condizionatori d’aria e risparmiare energia.
L’abbigliamentoParallelamente, si potrà optare per un abbigliamento più fresco e leggero, pur mantenendo uno stile appropriato al luogo di lavoro, evitando di indossare la cravatta se non nelle occasioni formali". I risultati dell’iniziativa dello scorso anno "sono stati molto positivi": a fronte di un aumento di circa 1 grado della temperatura interna degli
edifici, si è ottenuto un risparmio di energia elettrica di 302.000 kWh, pari a una diminuzione dei consumi di energia elettrica per climatizzazione del 9%. Contemporaneamente, si è raggiunta una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 175 tonnellate. Il risparmio economico conseguito nell’ambito dell’iniziativa è stato investito in progetti di sostenibilità.
u.montin
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