– Non bastava il salasso dei tributi sugli immobili, quest’anno si rischia anche il caos. Oggi, infatti, è il “tax day”: la giornata di scadenza fissata per il pagamento dell’acconto di Imu e Tasi. Ma, molti varesini non hanno ancora ricevuto i bollettini nonostante il Comune assicuri che siano stati inviati a tutti i contribuenti. Ma di chi è la colpa: pare dei «cronici ritardi delle Poste». Una delle zone maggiormente colpite da questo “fenomeno” è il Sacro Monte. «Forse si sono dimenticati di noi – commenta, residente del monte sacro, con un pizzico di cinica ironia – Oppure, visto che facciamo parte del patrimonio dell’Unesco, hanno deciso di inserirci in qualche particolare categoria esente dal pagamento. Sarebbe proprio bello». Ma non è così: i bollettini non sono ancora stati recapitati. Così, chi vive nel borgo inizia a chiedersi di chi sia realmente la colpa. «Sarà del Comune, della Posta o del postino? – si domandano – Assolutamente no, perché quando abbiamo fatto il giro di chiamate dei vari possibili interlocutori la colpa è ricaduta su noi». A Lonati non arrivano nemmeno più le bollette legate alle utenze. «Nessuno mi sa dire come mai – continua – I vari enti e le aziende private si rimpallano le responsabilità e all’avvicinarsi di ogni scadenza devo attaccarmi al telefono e chiamare i vari call center per farmi inviare una email con allegate le varie bollette. Spesso mi capita di sentirmi dire che se non mi sbrigo mi chiuderanno le utenze perché mi
sono già stati inviati vari solleciti che io, ovviamente, non ho mai ricevuto». Ma tornando alle scadenze previste per oggi, quello che più fa arrabbiare i contribuenti è il rischio di dover pagare una sanzione aggiuntiva a causa del ritardo dei versamenti delle tasse dovute. Come per le altre imposte, anche nel caso di Imu e Tasi, per ritardi fino ad un massimo un anno ci si può avvalere del cosiddetto ravvedimento operoso. Ossia una sanzione ridotta a fronte però di un pagamento tempestivo del dovuto, ricordando che ne possono usufruire solo i contribuenti per i quali non sia già scattato, per l’imposta non ancora versata, accertamenti o ispezioni relative: a seconda dei giorni, settimane o mesi di ritardo, scatteranno sanzioni diverse e dunque esborsi diversi. Per il cosiddetto ravvedimento “sprint” il pagamento deve avvenire entro 14 giorni dal momento previsto per la scadenza dei tributi, nel caso specifico quindi entro il 30 giugno 2015. In questo caso ci saranno da pagare in aggiunta gli interessi giornalieri calcolati in base al tasso annuale, che però in alcuni casi può anche essere maggiorato dal proprio Comune di residenza, e le sanzioni, fissate nella misura dello 0,2%, sempre giornaliero, sull’importo dovuto. Passato l’anno di ritardo si esauriscono le possibilità di mettersi in regola in maniera soft. Dal 17 giugno 2016 infatti, chi non avesse ancora provveduto a pagare l’acconto Tasi e Imu di quest’anno, si vedrà infliggere una sanzione del 30% e con ogni probabilità si vedrà recapitare una cartella esattoriale di Equitalia.













