BUSTO ARSIZIO Il gesto di Raffaele, il bustocco di 41 anni che coi familiari ha ospitato per Natale i senzatetto della stazione Fs di Busto, contagiando anche familiari e amici, ha aperto uno spiraglio di solidarietà nell’indifferenza generale verso i poveri e gli indigenti. A gioire di questa silenziosa ma grande generosità è Ivan Forestieri, l’edicolante della stazione che ogni sera vede arrivare dai 10 ai 20 (la settimana di Natale) clochard in cerca di un riparo per la notte tra le sale riscaldate dello stabile.Avevo quasi perso le speranze – commenta il ragazzo – intorno a me vedevo solo tanta cieca indifferenza. Ho cercato in tanti modi di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni per dare un aiuto a queste persone, ma senza risultato. Poi ho conosciuto i volontari della Croce Rossa che di notte portano in stazione the caldo, coperte e medicazioni. Ho saputo che ci sono dei giovani di un oratorio che offrono il servizio docce. E alcuni pendolari hanno iniziato ad avvicinarsi e a chiedere informazioni.
Sapere, oggi, che c’è una persona che ha aperto loro la casa per il giorno di Natale mi riempie il cuore di gioia e di speranza». Ivan Forestieri ha visto anche delle persone portare dei sacchi ai senzatetto della stazione, forse con cibo o con dei vestiti: «Qualcosa si sta muovendo – commenta Forestieri – se non altro, in attesa che le istituzioni facciano qualcosa e costruiscano un dormitorio e una mensa per risolvere l’emergenza in modo organizzato e dignitoso, queste persone non restano sole e abbandonate a loro stesse». Adesso la speranza è che il prezioso gesto di Raffaele contagi anche altri cittadini, amici, commercianti (come il salumiere che ha offerto l’antipasto per il pranzo natalizio dopo averne scoperto il fine) generando un grande vortice di solidarietà: «Tanti piccoli gesti possono fare molto, fino ad offrire a chi è caduto in una situazione disperata di povertà, di risalire e ricominciare una nuova vita – conclude Forestieri – tutti gli uomini hanno diritto ad una vita dignitosa». Valeria Arini
m.lualdi
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