Un party con Celentano a Varese E la lotteria in villa aiuta i bimbi

Un party con Celentano a Varese E la lotteria in villa aiuta i bimbi

VARESE Una serata “in famiglia” per i bambini di Children First. La benefattrice varesina Sylvia Eibl, insieme al marito e a sei dei loro sette figli, ha aperto le porte della sua casa in via Manin per raccogliere fondi a sostegno dei bambini bisognosi.

Non una cerimonia formale, ma un aperitivo e un concerto nell’atrio, un buffet in sala da pranzo e una tombolata nel salone, per sostenere le attività dell’associazione fondata dalla famiglia Eibl. Una serata benefica sui generis, come del resto Children First, che opera nel mondo senza alcun onere amministrativo dato che tutte le spese vengono sostenute privatamente.

Uno dei motivi per cui è stata fondata Children First è stato infatti il desiderio di far pervenire tutte le donazioni ai bambini bisognosi.

«Children First nasce nel 2003 con l’obiettivo di alleviare gli stenti dei piccoli sofferenti in diversi paesi del mondo – ha spiegato a tutti gli ospiti la padrona di casa e fondatrice dell’associazione – La nostra missione è migliorare le loro condizioni di vita soprattutto nei paesi sottosviluppati, in aree colpite da catastrofi e in paesi afflitti dalla guerra».

Children First è attualmente presente con progetti umanitari in Pakistan, Darfur/Sudan, e Ucraina.

Per aiutare la famiglia Eibl nel loro meraviglioso progetto è intervenuto, tra gli altri,Giacomo Celentano, figlio di Adriano Celentano, con la moglie Katia.

Con lui anche Francesco Santosuosso, rinomato artista e pittore milanese. Ognuno degli ospiti ha portato un oggetto, che è diventato uno dei premi della grande tombolata. Tutto il ricavato della serata andrà in beneficenza.

«Lo userò per finanziare la casa scuola che abbiamo aperto a Muzaffarabad, in Kashmir – spiega Sylvia Eibl – Si chiama Fehp ed è frequentata da 45 bambini tra i quattro e gli 11 anni che li ricevono cure, educazione, assistenza sanitaria e psicologica». Anche i genitori dei bambini sono aiutati dall’associazione. Ricevono una somma di circa 30 euro al mese con la quale suppliscono al mancato introito che i bambini portavano a casa raccogliendo l’immondizia.

«Facciamo tutto questo – conclude la benefattrice – perché con noi la vita è stata fortunata e vogliamo donare un po’ della nostra felicità a chi invece non ne ha».

s.bartolini

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