Egregio direttore, ho letto con aperta disponibilità a considerarla, la posizione di Italinerti come espressa sul giornale del 29 aprile 11. Malgrado ci abbia messo una grande volontà a capire la società, devo dire che resto della mia idea: il piano di recupero della cava ex Coppa ora Nidoli a Cantello quando verrà realizzato (e se venisse malauguratamente posto in essere) produrrà una profonda ferita nel territorio varesino e rischierebbe di mettere a repentaglio il comodo approvvigionamento idrico di oggi che hanno gli abitanti di Varese e del territorio della Valle della Bevera.
L’ingiustificata nuova Coltivazione mascherata da recupero ambientale porterà disagi alla popolazione che abita la Valle della Bevera Il semplice timore (fatto presente da Aspem in due relazioni) che possa verificarsi un depauperamento della integrità della falda idrica (acqua sempre più scarsa e non riproducibile), dovrebbe motivare il cavatore a non toccare l’ambiente in Valle e gli enti pubblici competenti a difendere il territorio nonché coloro che lo abitano e vi lavorano.
Ci sono altre questioni della massima importanza che occorre risolvere fin da subito:
la produzione di materiale sostitutivo al cavato per la costruzione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio varesino. Abbiamo verificato come altre nazioni impieghino materiali di costruzione profondamente diverso dal deturpante cavato: In Germania soprattutto sono in funzione imprese che producono questo materiale. Perché allora per la politica regionale e nazionale non è possibile guardare alle best practises europee, occupare le numerose aree industriali dismesse del territorio per la nascita di imprese sostenibili, magari concedere finanziamenti e agevolazioni per la loro nascita.
Il controllo e la chiusura delle altre cave (cava Valli) presenti in Valle della Bevera che rappresentano comunque una stortura ambientale in un’area di pregio naturalistico.
Ha ragione Italinerti quando dice “ perché a loro si e a me no”.
C’è una ragione atta a dimostrare la motivazione di un simile trattamento?
No però non possiamo non dire quanto in appresso.
Noi che con le altre associazioni ambientaliste, abbiamo da anni fatto presente la questione, ci compiacciamo di come la politica abbia finalmente preso coscienza di un problema (La distruzione dell’ambiente naturale) con troppo ritardo.
Ora che l’ha fatto, occorre procedere senza che vi siano sconti per chicchessia e in fretta.
Occorre infatti impedire di mangiare a tutti la marmellata senza se e ma.
Volta che quindi passerà in Regione il principio secondo il quale non deve essere consentita la distruzione del territorio e avrà quindi finalmente ossequio la Costituzione italiana, ci preoccuperemo di limitare la cava Valli che gode di un diritto concesso secondo noi con imperdonabile lassismo dalla politica Verranno però finalmente portate avanti iniziative imprenditoriali che potranno impedire la distruzione delle colline e delle montagne che non vanno più saccheggiate con pesanti escavazioni ma valorizzate per quello sono concedendo ricchezza a coloro che vicino ad esse si trovano a vivere, recando finalmente un lavoro a molti?
Ci contiamo
Arturo Bortoluzzi
Presidente
Associazione Amici della terra Varese
e.marletta
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