Una Lombardia indipendente? La chiede un comitato di cittadini

Una Lombardia indipendente? La chiede un comitato di cittadini

VARESE Mentre Maroni pensa alla Macroregione, c’è chi punta ben più in alto. E mira all’indipendenza della Lombardia. Non è fantascienza, ma la “Risoluzione 44” (www.color44.org), proposta attorno alla quale è nato un comitato di cittadini lombardi, tra cui uomini di cultura come Gilberto Oneto e Carlo Lottieri. Lo scopo del comitato è quello di portare il documento in consiglio regionale. Dove, se approvato, impegnerebbe il presidente della giunte e il presidente del consiglio regionale lombardo a promuovere il diritto all’autodeterminazione della regione. Sull’esempio di quanto sta avvenendo in Veneto. Dove una risoluzione simile è in discussione.

I promotori, tra cui Marco Bassani, respingono qualsiasi accusa di “egoismo sociale”. «Noi vogliamo l’indipendenza della Lombardia così com’è oggi. Ovvero con tutti i suoi abitanti anche coloro di origine meridionale e gli immigrati. Siamo convinti che convenga a tutti. Una risoluzione per tutti coloro che abitano sul nostro territorio».

Alla presentazione ufficiale ha partecipato anche l’associazione culturale Terra Insubre. Con il presidente Marco Peruzzi e la militante di Lecco Maria Vittoria Sala, nota per la sua battaglia identitaria contro l’amministrazione di Lecco di centrosinistra, che ha rimosso i cartelli in dialetto. Peruzzi ha sottolineato come «il momento negativo dal punto di vista economico e sociale può avere qualcosa di positivo, perché la ricettività delle persone verso istanze, solitamente considerate inapplicabili, come l’indipendenza diventa maggiore».

Mentre Sala ha posto un’interessante questione: «In Lombardia questa istanza nasce da un comitato di liberi cittadini, e questo dà la garanzia che non ci siano strumentalizzazioni politiche. Il progetto quindi ha grandissime potenzialità. Mi sembra che il comitato voglia smarcarsi nel suo lavoro dal concetto di identità, e questo può essere fino ad un certo punto positivo, e può raggiungere anche chi è di origine meridionale e gli immigrati. Tuttavia raggiungere anche i cittadini non originari del territorio attraverso il concetto di identità è possibile: l’identità di oggi è la cultura del lavoro, che contraddistingue il popolo lombardo. E chi viene in Lombardia viene per lavorare da lombardo. Proprio come in Catalogna, in piazza a favore dell’indipendenza, c’erano gli immigrati che dicevano di essere catalani. Per questo è importante non abbandonare l’identità».
Marco Tavazzi

b.melazzini

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