Roma, 20 ago. (Apcom) – Qualche settimana fa aveva scritto una
lettera al Governo per spronarlo a definire le celebrazioni per
il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. E ora,
all’avvicinarsi della ripresa autunnale e dopo un’estate segnata
dalle intemperanze della Lega su dialetti e bandiere regionali,
gabbie salariali e inno di Mameli, Giorgio Napolitano torna a far
sentire la sua apprensione per un programma di iniziative che
stenta, a suo avviso, a vedere la luce. E fonti di palazzo Chigi
fanno sapere che al primo consiglio dei ministri dopo le vacanze
si avranno i dettagli del piano e che questi saranno inviati al
Quirinale.
Il richiamo del Colle è arrivato ieri attraverso le pagine della ‘Stampa’
di Torino. Proprio nel corso di una visita al capoluogo
piemontese, del resto, il Capo dello Stato era intervenuto, ad
aprile, sullo stato di avanzamento della programmazione per le
celebrazioni locali del 2011. “Mi pare che si stia facendo un
grosso sforzo”, aveva detto, per poi aggiungere: “Sarà necessaria
anche una puntualizzazione a livello nazionale sulle prospettive
e sulle risorse disponibili”. Passa un po’ di tempo, e Napolitano
scrive una lettera riservata all’esecutivo. E ora, dopo che sulla
stessa linea di Napolitano si sono schierati giornali pur
distanti come ‘Corriere della Sera’ e ‘Osservatore romano’, la
‘Stampa’ riporta un colloquio nel quale Napolitano torna sul
tema. “Non è una questione che si possa affrontare con una
battuta. Ci sto riflettendo…”, afferma. E poi: “Se ho scritto
una lettera è per avere una risposta. Ormai siamo a fine agosto,
la scadenza comincia a non essere lontana e se in autunno non si
stringe… A quel punto saremo arrivati alla fine del 2009 e
quindi occorrerà fare tutto nel 2010 perché gli eventi possano
regolarmente aver luogo l’anno dopo. I tempi sono molto
stretti…”.
Non solo. L’estate è stata caratterizzata da un fiorire di
polemiche nate dalla Lega. Napolitano, chiosa la ‘Stampa’,
“avrebbe preferito trascorrere le sue brevissime vacanze leggendo
altro, almeno sui quotidiani, che lo stillicidio di polemiche
distillate dall’estate leghista”. E si attende, a questo punto,
che il programma del centocinquantenario dell’Unità d’Italia
rappresenti “la migliore risposta” a quelle polemiche.
Proprio dal Carroccio è arrivata a stretto giro di posta una
stroncatura delle richieste di Napolitano. “Bisogna dare un
grande esempio: non spendere nemmeno un centesimo”, afferma Mario
Borghezio. Replica il viceministro Adolfo Urso: “La Lega sbaglia,
il presidente Napolitano ha pienamente ragione”. Aggiunge, l’ex
An: “Le spese inutili sono semmai quelle che servirebbero per
insegnare i dialetti nelle scuole o quelle già impiegate per
realizzare i referendum in una data diversa dalle elezioni
europee”. Equilibrato il vicepresidente dei senatori del Pdl
Gaetano Quagliariello, che auspica che una celebrazione “sobria
ma significativa” sarebbe una prova di maturità “molto più
importante che mettere in campo celebrazioni che, come troppo
spesso è accaduto in passato, comportino alla fine un consuntivo
degli sperperi”. L’Italia dei valori, per bocca di Silvana Mura,
attacca: “L’Italia è l’unico paese al mondo in cui la
celebrazione della nascita dello stato rappresenta occasione di
polemica perché il governo fa finta di niente per evitare
contrapposizioni con la Lega”. Rincara la dose Massimo Donadi:
“Se non si sentono italiani, i ministri leghisti dovrebbero avere
il buon gusto di dimettersi”. Ironico Roberto Di Giovan Paolo
(Pd): “Ma come! La Lega prima chiede di mandare via gli immigrati
dall’Italia e poi non vuole celebrare la festa più nazionale che
ci sia?”. E il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa: “Alle
provocazioni estive della Lega gli italiani sono abituati, ma ora
si sta oltrepassando ogni limite: non solo siamo di fronte ad un
eccesso di parole in libertà ma anche all`assenza di un progetto
organico del governo”. Aggiunge, Cesa: “A questo punto occorre
una parola chiara del Presidente del Consiglio”.
Il Governo non tarda a rispondere. “La lettera del presidente
Napolitano è uno sprone che il governo accoglie positivamente”,
afferma il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo,
Gianfranco Rotondi. Le sue dichiarazioni, spiega il ministro per
lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, sono “un autorevole
stimolo” a portare avanti iniziative “che già sono all’attenzione
del presidente Berlusconi, sempre molto sensibile nei confronti
del presidente Giorgio Napolitano”. Scajola ricorda, poi, di aver
già disposto la verifica della possibilità che “i fabbisogni
finanziari per sostenere gli interventi previsti per questa
celebrazione possano trovare risorse anche nei programmi
regionali Fas”. Ambienti di Palazzo Chigi, intanto, fanno notare
che l’ultimo Consiglio dei ministri ha discusso approfonditamente
delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, dando
mandato a Berlusconi e al ministro dei Beni culturali Sandro
Bondi di individuare un piano alternativo. Con il Quirinale, si
sottolinea, c’è il massimo accordo, tanto che il prossimo
Consiglio dei ministri produrrà una lettera di risposta a
Napolitano nella quale si individuerà questo nuovo piano.
Cep
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