Roma, 10 feb. (TMNews) – “Sono avvilito. Si sta materializzando uno scenario di quello che preconizzavo nel giorno che decisi di dimettermi dal comitato dei garanti per il 150°”. Sono questi i sentimenti che il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi affida a un’intervista al Corriere della Sera commentando le polemiche e le divisioni sull’anniversario dell’unificazione del Paese.
La proposta del ministro Calderoli di onorare il 17 marzo lavorando, afferma, “sembra un atteggiamento di freno coerente con una certa politica della Lega, che forse continua a perseguire il suo intendimento originario di far secedere il Nord”. “Non posso dimenticare – aggiunge – la visita che mi fece
Bossi al ministero dell’Economia dopo che eravamo riusciti a
entrare nell’euro. Mi raccontò di aver scommesso sulla nostra
esclusione, per poter scatenare la spallata separatista. Di
più: confessò che su questo aveva gia’ preso contatti con
certi suoi ‘amici’ austriaci e bavaresi, in modo che avallassero
l’ingresso nel club della moneta unica solo per la parte più
ricca del Paese”. “Da allora – conclude Ciampi – ho sempre considerato con circospezione le scelte leghiste. Nelle quali non si tiene conto che gli italiani sono più uniti di quanto loro pensano”. “Impossibile condividere” per Ciampi anche la posizione del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sui
costi alle imprese del giorno festivo.
Vep
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