Roma, 18 feb. (TMNews) – Gli inviti ai 69 capi di Stato sono
partiti proprio in questi giorni, il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha una fitta agenda di impegni legati al 150°
anniversario dell’Unità d’Italia ma ancora manca il decreto del
governo che stabilisca se il 17 marzo sarà festa o no. Il
Quirinale attende che il governo decida, in attesa di questo Napolitano non può fare altro che sollecitare, come è avvenuto a più riprese, una “consapevolezza” e una “matura coscienza” da parte di “tutti” dell’importanza della ricorrenza. Che significa anche fare presto a portare il decreto in Consiglio dei ministri.
In una intervista il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha annunciato che oggi il decreto sarà in Cdm, ma nel comunicato ufficiale con l’ordine del giorno non ve n’è traccia. Poi, in serata, lo stesso La Russa ha garantito: “Posso darvi la certezza che domani mattina il dado sarà tratto”. Conferme fornite in giornata anche dal ministro Maurizio Sacconi. Era stato La Russa, al Colle per una cerimonia nei giorni scorsi, ad assicurare a Napolitano, in un breve scambio di parole, che il 17 marzo “sarebbe stata festa nazionale”. Inutile dire che la ricorrenza, tra polemiche e tentennamenti, al momento non è stata certo celebrata come Napolitano ha più volte auspicato.
Vep
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