– Assenze dal lavoro nella pubblica amministrazione, Varese non si salva: in media, ogni sei ore di lavoro, una è di assenza. Così i tassi sono più vicini alla media nazionale del pubblico che non a quelli del lavoro privato.
Dopo la riforma Brunetta “anti-fannulloni” del 2008, tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a pubblicare mensilmente le rilevazioni dei tassi di presenza e assenza del personale.
Lo fanno regolarmente Comuni e Provincia, anche se il capoluogo Varese è in ritardo: l’ultima rilevazione pubblicata risale a marzo 2014.
Secondo le statistiche dell’Inps, in media nazionale, ferie comprese, le assenze dal lavoro toccano circa il 20% nel settore pubblico ed il 13% in quello privato.
Le statistiche delle nostre amministrazioni locali mostrano come nemmeno la provincia di Varese possa considerarsi un’isola felice per la Pa, se è vero che i dati degli enti si avvicinano più alla media del pubblico che non a quella del privato.
A Villa Recalcati ad esempio il dato consuntivo 2013 sui tassi di assenza del personale arriva a toccare il 18,65%.
Significa che quasi un’ora di lavoro ogni cinque è dedicata a ferie (per circa due terzi del totale), malattie, congedi o altre forme di non presenza in ufficio (il restante terzo).
I settori in cui l’assenteismo risulta più marcato sono quelli della formazione professionale e istruzione (26,14%), delle politiche sociali (24,40%) e l’agenzia formativa (22,69%), mentre sul fronte opposto ci sono tre strutture in cui la percentuale di assenze non dovuta a ferie è inferiore all’1% (agenzia del turismo, gabinetto di presidenza e settore programmazione e controlli).
Per Palazzo Estense, che peraltro come già detto è in ritardo con l’aggiornamento dei dati, le modalità di pubblicazione non permettono un’analisi così sistematica e precisa come per l’ente Provincia.
Ma prendendo in esame i tassi di assenza degli ultimi sei mesi (da ottobre 2013 a marzo 2014), emerge come il tasso medio di non presenza sul posto di lavoro nel Comune di Varese risulti pari al 15,35%. Anche qui siamo a livelli non certo bassi, se consideriamo che su base annua andrebbero presi in considerazione i mesi di luglio e agosto che sono sempre quelli in cui si concentrano maggiormente i periodi di ferie del personale.
Per fare un raffronto con il caso che sta facendo discutere tutta Italia in questi giorni, a Roma nel trimestre gennaio-marzo 2014 i tassi di assenza media si aggirano attorno al 18%.
Analizzando nello specifico i vari settori per il Comune di Varese, i tassi di assenza oscillano di mese in mese: a dicembre 2013 si concentrano quelle nei settori dei servizi educativi (32,97%) e della cultura (22,65), a novembre solo servizi amministrativi e polizia locale superano la soglia del 17%, a gennaio 2014 schizzano le assenze nei settori patrimonio (21,69%) e territorio (19,25%).
A Gallarate e Busto Arsizio le rilevazioni sui tassi di presenza e assenza sono suddivise settore per settore, senza il dato complessivo. Nella città dei Due Galli, negli ultimi tre mesi rilevati, tra settembre e novembre del 2014, il tasso di assenza si aggira attorno al 14%, con punte del 25% per la polizia locale a settembre e del 18% per l’ufficio tecnico a novembre.
A Busto invece negli ultimi mesi rilevati del 2014, si sono registrate assenze tra l’8 e il 16% a novembre, tra il 2 e il 20% a ottobre, tra l’8 e il 29% a settembre. Ai due estremi in tutti i casi ci sono sempre i settori dell’avvocatura e delle opere pubbliche.
Nel “capoluogo” del basso Varesotto andrebbe poi aperto il capitolo delle società partecipate: nel 2013 nel settore igiene ambientale di Agesp le sole assenze per malattia arrivarono quasi a toccare il 10% delle ore di lavoro.













