Roma, 8 set. (TMNews) – Con un acceso botta e risposta, soprattutto sulla crisi dell’occupazione, Rick Perry e Mitt Romney hanno confermato ieri che saranno loro, con ogni probabilità, a contendersi fino al termine la nomination repubblica per la sfida a Barack Obama alle presidenziali del 2012. Al dibattito organizzato alla Biblioteca della Fondazione Ronald Reagan, Perry – che fino a ieri era stato descritto come più timoroso e mano avvezzo alla sfida in pubblico, rispetto a Romney – è riuscito a tenere botta al suo avversario, con l’effetto di oscurare gli altri oratori presenti, su tutti la scalpitante Michele Bachmann.
Lo scontro tra Perry e Romney è stato duro, ma tutto sommato leale, riferisce il Washington Post. E’ stato Romney a sferrare il primo affondo: “Non avrei mai presentato la mia candidatura alla Casa Bianca se avessi fatto politica tutta la vita”, ha detto, suscitando l’immediata reazione dell’avversario: “In tre mesi, in Texas abbiamo creato più posti di lavoro che Romney in tutto il suo mandato”.
La polemica si è fatta ancora più accesa nei minuti successivi, quando Romney ha ricordato il passato democratico di Perry e i toni si sono alzati subito dopo, quando i candidati alle primarie hanno affrontato la questione della Social Security, ovvero le pensioni degli americani. Inesorabile la condanna di Perry, per il quale “è una truffa da abolire subito”. Più sfumata la posizione di Romney, che vorrebbe “riformarla, non distruggerla”. E che da ieri si sente un po’ più sicuro dei suoi mezzi: “Nessuno ha mai vinto le primarie dichiarando guerra ai pensionati”, ha fatto trapelare il suo staff.
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