– Vandali scatenati in via Finocchiaro: nella notte divelti nove lampioni. Non solo: i muri della palazzina presa di mira, che costeggia l’intera strada, sono stati coperti da scritte di ogni genere. Pochi giorni fa sullo stesso muro erano comparse scritte di insulto ai danni di un avvocato che in quell’edificio ha lo studio. Chi vive e lavora nella zona
si dice esasperato: «Con il periodo estivo la situazione peggiora. L’accanimento contro i lampioni è soltanto l’ultimo atto». Daniele Zanzi, vice sindaco e assessore con delega alla polizia locale spiega: «Ci siamo immediatamente attivati, confidiamo molto nelle telecamere. Il principio è semplice: tolleranza zero al quadrato contro i teppisti. Saranno individuati e messi davanti alle loro responsabilità senza alcuno sconto».

L’ultimo episodio è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. L’orario è ancora da stabilire: del raid ci si è accorti soltanto ieri mattina, quando le attività commerciali della zona hanno aperto i battenti e i residenti sono usciti di casa per andare a lavorare. Ieri mattina c’era chi ironizzava: «Questa volta è un record. Non hanno risparmiato nemmeno uno dei lampioni. Li hanno rotti tutti». I lampioni in questione erano ancorati alle colonne del porticato del grande edificio che fiancheggia l’intera via Finocchiaro. Si ipotizza che ad agire sia stata più di una persona. I teppisti, in ogni caso, hanno raggiunto la base di ancoraggio delle lampade alla colonna muraria e hanno divelto i punti luce lasciandoli penzolanti lungo le colonne. Ieri mattina lo scenario si presentava così: lampade distrutte, scritte sui davanzali delle vetrine che si affacciano al piano terra
della palazzina, scritte sui muri, scritte persino sul cestino per rifiuti posizionato nella zona. «In teoria – spiega chi ha attività o casa nell’edificio – questa sarebbe una palazzina di pregio. L’affitto di un appartamento non è certo a buon mercato e l’acquisto di uno spazio è ancora meno accessibile. Sarebbe bello per noi che il decoro venisse mantenuto». Zanzi non si è fatto cogliere impreparato. «Non appena abbiamo appreso la notizia abbiamo contattato il comandante della polizia locale – spiega il vice sindaco -. Contiamo molto sulle telecamere. Quello preso di mira è un luogo sensibile. A due passi dallo stabile vandalizzato ha infatti sede il tribunale di Varese. L’area dunque è monitorata da telecamere di videosorveglianza. I filmati saranno acquisiti e visionati in tempi rapidi. Confidiamo di identificare i responsabili. Abbiamo già preso contatti con l’amministratore condominiale. Stiamo lavorando».

Le lampade divelte ieri pomeriggio sono state rimosse: i paralumi in vetro avrebbero potuto cadere creando pericolo per i passanti. La conta dei danni è ancora in corso ma certo non si tratta di spiccioli. «La sicurezza non è un concetto di destra o di sinistra – ribadisce Zanzi – è un diritto per tutti i cittadini. Questi sono gli effetti della movida, chiamiamola così. Noi non siamo contro il divertimento, anzi. Ma vandalizzare la città non è un divertimento. È qualcosa di diverso». Per la precisione è un reato. «E la nostra linea è chiara – conclude Zanzi – tolleranza di zero al cubo, neanche al quadrato, contro chi compie atti simili. L’attenzione è massima e lavoreremo per individuare i responsabili che saranno messi davanti alle loro responsabilità. È giusto che chi si rende responsabile di vandalismo paghi per quanto ha commesso. Deve essere chiaro: fatti simili non saranno tollerati».













