VARESE Sui ciclisti padani, ieri mattina, è comparso un naso rosso da Pinocchio per testimoniare «le bugie della Lega». L’iniziativa è di Rifondazione e Comunisti Italiani che a pochi giorni dal voto hanno dato vita a un’insolita manifestazione, con bandiere rosse, cartelli e slogan alla rotonda di Capolago, quella dell’aereo e delle celebri statue dei colonnelli leghisti in bicicletta.A ciascun cislista è stato applicato un cartello che secondo Prc e Pdci starebbe ad indicare le promesse mancate della Lega Nord. A guidare il gruppo, così, si è trovato Umberto Bossi con il suo «Andiamo a Salvare Malpensa», mentre poco più avanti una freccia indicava la destinazione di «Roma Ladrona». «Abbiamo voluto manifestare alla “rotonda dell’arroganza leghista" come questi signori, dopo anni di propaganda sulla Padania abbiamo solo preso l’aereo per accomodarsi su una poltrona romana, lasciando a terra i lavoratori del loro territorio – dice il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Giovanni Bonometti – per gli elettori
della Lega è tempo di trarre un bilancio: da quando i leghisti sono a Roma le loro condizioni sono peggiorate, le promesse per i lavoratori, per Malpensa, per le Pmi non sono state mantenute». Al collo delle statua di Giuseppe Leoni (che poi è l’autore dell’opera) è comparso il cartello «licenziamenti»: «In parlamento da 20 anni, la Lega ha dimostrato il fallimento di un modello economico basato su precarietà, deregulation, un nordismo che chiede aiuti a Roma» dice Elio Giacometti segretario provinciale del Pdci.Il presidente della Provincia Dario Galli (che nella rappresentazione “ciclista” è stato coperto dalle bandiere comuniste) si è detto «divertito dalle goliardata», puntualizzando però che se «una volta i comunisti rappresentavano, o pensavano di rappresentare, le masse operaie, oggi rappresentano solo una sparuta elite intellettuale, sostanzialmente autoreferenziale». «Capisco che gli andamenti elettorali possano creare scompensi comportamentali – ha aggiunto – ma in democrazia, se si vuole il consenso, bisogna avere qualcosa da dire».Piero Orlando
e.marletta
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