Non ci siamo mai arresi all’idea di non vincere e l’abbiamo combattuta in ogni modo. Anche quando il Trapani tagliava a fette il nostro centrocampo. Anche quando siamo rimasti in dieci. È quello che fa innamorare la gente: sembra che non ne abbiano più, ma un secondo dopo i biancorossi sono pronti a purgare l’avversario. In più ormai è arrivato Calil con la sua atipicità
(secco e tagliente, sfugge e ricama) che fa la differenza, come chi entra (ieri Corti e Franco, ma era già successo con Forte e altri). Tutto questo arsenale invisibile si chiama Sottili. Si chiama “squadra” e resta appiccicato ai 3.600 spettatori – 1.000 in più dell’ultima volta (così finiranno i lamenti, e il 1° novembre saranno 4.000) – in fondo allo 0-0 più avvincente di sempre.
Ma noi non siamo buonisti e quindi andiamo all’attacco. Non ci accontentiamo mai. Saremmo pronti a farci sparare e odiare purché il Varese si senta persino un po’ offeso e vada a vincere a Empoli con il diavolo in corpo (e lo farà, liberandosi della scimmia di Padova che ieri pesava ancora sulle spalle).
Per trasformarsi in una grande squadra e perché i ragazzi diventino uomini, andiamo giù piatti nelle pagelle e aggiungiamo questo.
1) Come singole occasioni globali l’ha spuntata il Varese ma il Trapani è stato più corale nel gioco; cuore e orgoglio sono pari, meglio noi per lo spirito vincente.
2) Nel primo tempo in mezzo al campo ci hanno stordito, ed è lì che alla lunga si vincono e si perdono i campionati.
3) Se giochi a 4, là in mezzo serve qualcuno che accenda la luce. Assieme Barberis e Damonte stanno bassi, lineari, geometrici. Danno l’idea di annullarsi a vicenda, facendo le stesse cose (la rottura, l’appoggio, la giocata scolastica). mancando l’improvvisazione, l’apertura, un lampo. Se Zecchin da centrale gioca le sue partite migliori, deve giocare centrale: o no? Sulle fasce, tanto, di scelte ce n’è in abbondanza.
È un discorso che esula dai risultati, forse perfino da Sottili. È un amo lanciato lungo, verso il mercato di gennaio: davanti e dietro siamo a posto, sulle fasce anche. Là in mezzo, per ora, manca un bell’ometto.
Varese
© riproduzione riservata













