VARESE Splash. Trenta temerari bagnanti si sono immersi nell’Olona. Un gesto provocatorio che fa parte di una campagna di Legambiente che si chiama “Big Jump” e che si è svolta ieri, quando migliaia di persone in tutta Europa si sono tuffate nei fiumi della propria città con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla qualità delle acque e sul recupero della balneabilità. Hanno preso parte all’appuntamento varesino anche i partecipanti del campo di volontariato di Legambiente: 12 giovani provenienti da Serbia, Corea del Sud, Inghilterra, Turchia e Francia. Come trampolino gli impavidi volontari hanno scelto le sponde di via Gere, a Malnate, sotto il ponte della ferrovia della Valmorea, laddove il Rio Lanza e l’Olona si incontrano. Poca la profondità, ma la differenza tra i due fiumi era visibile ad occhio nudo: più trasparente il primo e più verdognolo il secondo.Nell’aria c’era parecchio puzzo, ma i coraggiosi bagnanti immergendosi nell’acqua hanno potuto riscontrare che l’odore di letame non proveniva dal fiume. «Sul fondo abbiamo trovato molti rifiuti edili – raccontano Marco Odorico e Eleonora Martinelli – Ci sono anche parecchie alghe, ma quello che più ci preoccupa, però, sono i liquami invisibili agli occhi».L’auspicio è che si vada verso un miglioramento delle acque. «Nel mese di giugno, dopo 40 anni di richieste, è stato inaugurato il depuratore di Torba al quale confluiscono gli scarichi di 52mila abitanti di Bizzozero, Malnate, Lozza, Castiglione Olona, Venegono Inferiore e Superiore. Adesso rimane da risolvere ancora il problema degli scarichi
abusivi che andrebbero censiti e collettati – commenta Laura Balzan, presidente di Legambiente Malnate – Ognuno nel proprio comune è a conoscenza degli scarichi abusivi. Il problema è sempre quello di trovare i fondi per le fognature che sono sempre difficili da reperire».Infatti, lungo le sponde dell’Olona varesino, secondo i dati di Legambiente, ci sono ben 1400 scarichi, la maggior parte acque meteoriche o sfioratori di piena, a cui si sommano scarichi diretti di acque reflue domestiche non autorizzati e scarichi di acque industriali.Un altro problema è lo stato dei depuratori esistenti che necessitano di interventi di manutenzione e aggiornamento, come quelli del Pravaccio, Cairate e Fagnano Olona.«Sarebbe bello che i comuni si sfidassero sulla pulizia dei tratti di acqua compresi nel proprio territorio» ha detto Remì Mantovani del Circolo di Legambiente Tradate.«Quarant’anni fa non ci si poteva avvicinare al fiume tanto era maleodorante. Adesso, invece, la situazione è un po’ migliorata, ma resta ancora parecchia strada da percorrere» conferma Lidia Della Valle che faceva il bagno nel fiume da bambina, proprio in via Gere.«Oltre alle acque, vogliamo recuperare anche gli argini dell’Olona, realizzando un parco locale di interesse sovracomunale (Plis) che arrivi fino a Varese» suggerisce Dino De Simone, presidente di Legambiente Varese.Progetti che suonano ambiziosi. L’Unione Europea ha imposto che la qualità dell’acqua dei fiumi per il 2016 deve essere buona. Quella dell’Olona è talmente sporca – “pessima” nel tratto compreso tra Legnano e Milano – che un traguardo potrebbe essere arrivare alla sufficienza.Adriana Morlacchi
e.marletta
© riproduzione riservata












