VARESE «Fontana non mollare». La base leghista varesina fa quadrato attorno al suo primo cittadino. E gli chiede chiaramente di non dimettersi da Anci Lombardia, ma di proseguire nella sua protesta. Anche se questo significa andare contro gli ordini del consiglio federale.
In poche parole, è iniziata la ribellione nella Lega Nord. E la parola di Umberto Bossi non è più legge. «Sono convinto che in questo periodo il capo sia mal consigliato – commenta il consigliere comunale ed ex assessore Gladiseo Zagatto – la Lega si trova in grosse difficoltà. Da una parte i vertici del partito sono schierati troppo con Berlusconi, mentre la base, l’esercito degli amministratori locali, la pensa in modo diverso».
Ed è inutile sottolineare da che parte stiano i varesini come Zagatto. «Fontana porta avanti una battaglia giusta. Non si possono penalizzare gli enti locali in questo modo». «Abbiamo mandato a Roma una caterva di gente perché portassero qui, sul territorio, il federalismo – incalza – Invece non solo non si parla più di federalismo. Ma questa manovra va nella direzione contraria».
E quindi la Velina verde non fa altro che andare a mettere il dito nella piaga. «Non c’è molto da dire. Si tratta di persone che vedendo questi momenti di difficoltà hanno deciso di infierire, ma non c’è nulla di vero in quello che scrivono». Se la Velina verde è un tema che i lumbard non affrontano molto volentieri, sul caso Fontana sono invece a ruota libera.
Tutti gli interpellati non si tirano indietro dal dichiarare la propria solidarietà al sindaco. E gli chiedono di non abbandonare la sua battaglia. «La battaglia di Fontana è sacrosanta – commenta il consigliere provinciale Marco Pinti, candidato alla segreteria cittadina – Ed è pienamente leghista. Certo un partito deve trovare la sintesi tra amministrazione locale e governo. Per trovare una sintesi bisogna sempre essere in due».
Il capogruppo leghista Giulio Moroni difende a spada tratta il sindaco: «La sua battaglia è quella per le autonomie, e se il partito non lo capisce sarebbe un errore imperdonabile». E anche il dirigente cittadino uscente Marco Bordonaro non ha dubbi: «Fontana dovrebbe essere l’unico vero buon tramite tra governo ed enti locali. Il suo ruolo è quello di portare le istanze dei Comuni a Roma, e ha l’autorevolezza per farlo. Lasciare l’Anci sarebbe un errore».
Bordonaro commenta le presunte rivelzioni della Velina verde: «Anche se fossero vere, i panni sporchi si lavano in famiglia». «Ci sono strumenti democratici interni alla Lega Nord per risolvere eventuali malumori interni. Utilizzare blog in questo modo non è nello stile del nostro movimento» conclude.
s.bartolini
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