Varese batte Teramo Ora sotto con Siena

VARESEVincere aiuta a vincere. Ecco perché anche una vittoria così – inutile, senza conseguenze pratiche, leggera – va salutata come si deve: un allenamento utilissimo, in vista delle sfide senza uscita ormai all’orizzonte.

Non giocare questa partita significherebbe mancare di rispetto al campionato e alle persone (938 paganti) che sono venute al PalaWhirlpool. C’è, a dire il vero, la speranza di gustarsi un po’ di spettacolo, visto che le due squadre sono in campo a cuor leggero e mente sgombra.

L’inizio è tutto di marca biancorossa, con la banda di Recalcati che pronti via schizza sull’11-0, spinta da Diawara e dalla precisione nel tiro da fuori. Teramo in vacanza? Macché: in un amen, una partita che sembrava chiusa dopo pochi minuti si riapre.

Recalcati fa ampio ricorso alla panchina e gli abruzzesi ne approfittano per ritornare prepotentemente in gioco (26-26 alla prima sirena). È però Varese a comandare le danze, e a scappare via grazie a una fiammata di Weeden: l’americano, schierato per preservare Rannikko in vista dei playoff, con tre bombe in fila riporta avanti i suoi (40-33 a 6′ dalla fine del quarto).

<+titolino>Ritmi blandi

<+tondo>I ritmi della partita non sono quelli delle sfide che contano, e nemmeno le difese: Varese ha vita facile e con i canestri di Goss e qualche timida iniziativa di Garri resta con le mani sull’incontro (51-40 all’intervallo).

Tutti si aspettano di ammirare il fenomeno teramano Polonara, in rampa di lancio per spiccare il volo verso lidi più nobili e redditizi: nella Banca Tercas invece gioca solo Amoroso (24 alla fine del terzo periodo). Stipcevic si sveglia dal torpore per infilare la bomba del 56-46, Masnago esplode e si alza in piedi per applaudire la schiacciata poderosa di Diawara che vola in testa a tutti e inchioda il 61-46, vantaggio che sarebbe rassicurante.

È difficile mantenere la lampadina della tensione agonistica sempre accesa, in partite così: ogni volta che Varese la spegne, Teramo ne approfitta per rientrare (68-60 sulla terza sirena).

Bisogna aspettare 2′ per vedere il primo canestro biancorosso dell’ultimo quarto (Talts, imbeccato da Weeden: 70-61), e la partita si rimette sui binari dell’equilibrio (70-65 a 6’40” dal termine). Ma è ancora un encomiabile Weeden (due siluri in fila) a mettere le cose a posto per Varese: 78-67 a 4’52”).

La partita sembra finire qui: gli ultimi minuti vengono impiegati dai tifosi della curva per ringraziare, uno a uno, i protagonisti di questa stagione. Eppure Teramo continua a crederci, a 2′ dalla fine è sotto di 4 punti (80-76): a mettere la parola fine ci pensa Diawara, canestro e fallo, 83-76.

Alla fine, c’è solo da mangiarsi un po’ le mani: Avellino ha sbancato il parquet di Venezia, e la classifica dice che, se Varese avesse vinto in Irpinia mercoledì scorso, oggi sarebbe settima in classifica e pronta a incrociare Milano nei playoff. Insomma, chi dopo quell’incredibile sconfitta aveva glissato con un «non sarebbe cambiato nulla» si sbagliava di grosso.

e.romano

© riproduzione riservata