Varese battuto dall’Avellino Subito addio alla Coppa Italia

Varese battuto dall’Avellino Subito addio alla Coppa Italia

VARESE Se l’appetito vien mangiando, i lupi d’Irpinia hanno sempre più fame: dopo aver eliminato il Portogruaro, l’Avellino fa fuori anche il Varese ponendo fine alla lunga imbattibilità interna dei lombardi che durava dal 7 settembre del 2008. Dopo 62 gare interne, fra campionato e coppa, senza sconfitte, il Varese cade al Franco Ossola per mano dell’ex Correa che, all’11’, rovina il quarantesimo compleanno di Benny Carbone, il tecnico biancorosso all’esordio.Eppure i padroni di casa, che presentavano il 4-3-3 costruito con l’innesto di Filipe, reduce da un acciacco muscolare, al vertice basso del centrocampo fra Corti e Kurtic, e con il tridente costituito da Nadarevic, Eusepi e Neto Pereira, avevano provato a portarsi immediatamente in attacco. Le iniziative biancorosse sono comunque tutt’altro che irresistibili e i due tentativi del volitivo Nadarevic, al tiro al al 2′ e al 7′, volano alle stelle.Gli ospiti passano invece al primo vero affondo: l’ottimo De Angelis viene steso al limite dell’area da Kurtic e la punizione che ne scaturisce è un invito a nozze per l’ex in campo. L’argentino Correa si incarica della battuta e, complice una deviazione della barriera varesina, la palla finisce nel sacco al 12′. Il centrocampista biancoverde non esulta neppure in segno di rispetto nei confronti della squadra con cui ha vissuto la seconda metà della scorsa stagione di serie B.Gli

uomini di Vullo insistono e, così, poco più tardi, De Angeli affonda di nuovo pericolosamente nella disattenta retroguardia lombarda costringendo Moreau alla respinta. Sull’altro fronte a darsi da fare è soprattutto Nadarevic ma la punta bosniaca non raddrizza mai la mira, continuando a sparare fuori misura. Neppure la punta di diamante Neto Pereira riesce ad essere ispirato, sciupando alla mezz’ora un calcio di rigore concesso per un fallo di Cardinale, ammonito nella circostanza, e commesso su Terlizzi, all’esordio in biancorosso. Il palo del brasiliano colto dal dischetto è l’unica palla gol di un Varese che appare con le idee ben confuse. Carbone prova a correre ai ripari e, ad inizio ripresa, getta nella mischia Cellini e Zecchin al posto degli impalpabili Eusepi e Filipe. Ma è ancora l’Avellino a rendersi pericoloso con un colpo di testa di Porcaro, imbeccato da un calcio d’angolo di Herrera (3′), e con un bolide, potente ma impreciso, dalla distanza di Millesi (7). Dopo aver pareggiato il conto degli angoli, gli irpini mettono ancora i brividi a Moreau, costretto a superarsi per respingere su un insidioso tiro di Herrera (9′). Il Varese non è incisivo fino al 94′, quando Figliomeni coglie la traversa di testa non riuscendo ad acciuffare i supplementari. È, dunque, l’Avellino a sorridere, mentre i biancorossi escono dal campo con l’amaro in bocca.Filippo Brusa

e.romano

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