VARESE Ben 165,7 punti persi ogni 100 patenti, vale a dire che in media ogni patente è stata decurtata di 1,7 punti sui 20 o 22 totali a disposizione. È il dato che colloca la nostra provincia al 31° posto in Italia secondo la classifica pubblicata dal Sole 24 Ore che si basa sull’elaborazione della direzione generale per la motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e traccia un andamento generale allo scoccare dei sei anni dall’introduzione della temuta patente a punti.
A guidare la classifica troviamo Mantova, che dal luglio 2003 al giugno 2009 ha totalizzato ben 218,1 punti persi in media ogni 100 patenti, e 44,9 sono stati quelli persi da luglio 2007 a giugno 2008 dopo l’inasprimento delle decurtazioni. A seguire, il secondo posto spetta a Ferrara, rispettivamente 203,6 e 45,8, e il terzo a Ravenna, con 200,5 e 38,3. Fondo classifica per Cagliari, ultima in assoluto con 76,4 punti decurtati ogni 100 patenti dal 2003 a oggi, meno della metà di Varese, e 12,8 da luglio 2007 a giugno 2008. Poco meglio fa Lecce, penultima con 86,3 e 16,1, preceduta da Avellino, 88,7 e 17,4. Roma è 68esima (129,6).
Per un confronto a pari condizioni, o quasi, ecco invece qualche risultato lombardo: Milano si piazza prima di Varese, 26° posto, con 172,3 punti persi ogni 100 patenti e 32,1 concentrati nel primo anno dell’inasprimento, mentre ci seguono Sondrio, 41° posto con 159,3 e 28,4, Como, 51° posto con 150,3 e 32, Lecco, 63° posto con 136,7 e 27. La buona posizione di Varese, ben sopra alla metà classifica, può avere però due diverse letture. O siamo poco ligi alle regole del codice della strada oppure siamo particolarmente vessati. «Bisognerebbe capire come è stato calcolato il dato – spiega in comandante della Polstrada, Alfredo Magliozzi – perché non tutti i comandi di polizia procedono allo stesso modo: la procedura per ogni verbale è molto lunga e non tutti tolgono i punti allo stesso passaggio». A Varese, ad esempio, appena viene depositato il ricorso la polizia ferma la procedura e non procede alla decurtazione. «Ci sono province dove invece su 5mila verbali che arrivano, applicano da subito i 5mila procedimenti relativi, con la conseguenza però che, se il ricorso viene accolto e il conducente lo vince, bisogna riprendere in mano tutto con le tempistiche che ne conseguono per restituire i punti». Ci sono poi alcuni comandi della polizia locale, che devono fare i conti con i miseri bilanci comunali che, pur sapendo che sussiste qualche irregolarità per cui la sanzione potrebbe essere annullata, procedono comunque: su dieci di queste, almeno una o due vengono pagate senza polemiche, con tanto di dichiarazione del conducente per evitare problemi e lunghe trafile per il ricorso.
Le multe inflitte in provincia però sono aumentate, e con queste i punti decurtati. «Quando sono arrivato qui – racconta Magliozzi – si facevano 15 mila verbali all’anno. Oggi abbiamo passato i 30 mila, e dall’anno scorso a quest’anno sono quadruplicate le multe per stato di ebbrezza». Accanimento? «No, anzi, siamo anche abbastanza clementi quando è il caso. La differenza però non sta nel numero dei
controlli ma nel fatto che procediamo con un presidio mirato, cioè guardando i punti dove avvengono più incidenti e gli orari più pericolosi. Le uscite che facciamo sono sempre le stesse o addirittura inferiori». Infine, una nota positiva per chi, beccato in flagrante, è stato ben attento a non prendere altre sanzioni per i successivi due anni: i punti tolti dalla patente vengono restituiti per intero.Francesca Manfredi
s.bartolini
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