VARESE C’è un centenario per tutti ed è forse questo il senso di questa festa. Arriva Eugenio Fascetti come l’ultimo degli ultimi e, non fosse perché c’è sempre qualcuno che gli ricorda Lazio-Varese 3-2 dell’82, potrebbe pure passare come signore sulla settantina che passa le sue domeniche al Franco Ossola. Lo stesso dicasi per Gianluca Pessotto, che sembra conoscere proprio tutti e ha l’aria di essere arrivato dall’ufficio di qualche avvocato in piazza Monte Grappa. C’è il centenario delle vecchie glorie biancorosse, che si scambiano pacche sulle spalle prima di entrare in campo come vecchi compagni di militare. C’è il Centenario dei tifosi del Varese, che «guarda Limido com’è ingrassato», «ma c’è Libera?», «quello di spalle è Vincenzi?», «Ah, se Milanese avesse tirato avanti un altro anno». A onor del vero, le primavere sulle spalle cominciano ad essere tante e qualcuno si fatica pure a riconoscerlo. Ma poco importa. C’è il centenario dei più piccoli. È il primo che va in onda sul prato di Masnago, verso le 17, quando i Pulcini della scuola calcio mettono in scena due partitelle su metà del campo. Ogni tanto arriva qualche gloria biancorossa e Marco Caccianiga, deus
ex machina del movimento dei cuccioli del Varese, chiama, ferma il gioco e spiega ai piccoli di chi si tratta, dove ha giocato e per quanto tempo. I giovanissimi biancorossi si arrestano un poco (non del tutto, sarebbe impossibile) e, pur dando segni di noia precoce, ascoltano ammirati le parole del Caccia. Poi si torna a giocare più forte di prima. Con le loro divise spaiate, alcune coperte da ingombranti pettorine (ma in cui sempre capeggia il biancorosso) sono banalmente proprio loro il futuro del club. Ci saranno altri anniversari e toccherà loro festeggiarli, perché domani è già il Centenario più un giorno. I piccoli biancorossi hanno davanti tanti “più uno” e se la serata di ieri ha seminato qualcosa lo si potrà veder crescere proprio nei Pulcini del Varese. Abbiamo chiesto a uno di loro, a proposito dell’album del Centenario, quale fosse la sua figurina preferita. Uno si aspettava Sannino o Buzzegoli o Sogliano o uno dei mille volti noti della storia del club. Lui ha risposto Piccinotti, un ragazzo degli Allievi biancorossi. Difficile dire se il Varese sia o meno una famiglia, ma è qualcosa che di certo un po’ gli somiglia.
e.romano
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