VARESE Tra i candidati c’è Luigi Bellusci, che abita vicino a Cantù: «Voglio fare fisioterapia perché è un bel lavoro che fa guadagnare bene. E poi è un lavoro che serve davvero». Unico problema il test, «forse più semplice dell’anno scorso, ma comunque difficile – continua Bellusci – Le frasi da associare agli autori erano davvero un bell’enigma». Biologia e fisica le materie che hanno messo di più in crisi i candidati. Il test di 80 quesiti prevedeva anche domande sul contenuto di Gomorra e sulla natura per molti misteriosa di un “aldeide”.
C’è chi viene da vicino, come Valentina Surace di Busto Arsizio. Che lavora in un centro di telefonia e che, dopo due interventi al ginocchio, ha capito quanto sia utile un fisioterapista e vuole provare a diventarlo. E c’è chi viene da lontano, come Claudio Costa, di Bivona, in provincia di Agrigento. «E’ il secondo anno che provo il test a Varese – racconta – Il mio sogno, però, è quello di tornare al sud una volta laureato, perché è lì che voglio portare la mia professionalità».
C’è Claudia Corteggiano, di Como, che sta studiando già come infermiera a Milano e vuole trasferirsi a Varese. C’è Debora Arrighi che adora i bambini: «La mia prima scelta sarebbe stata scienze della formazione, ma visto che il lavoro non c’è, allora ho scelto di
provare a diventare ostetrica». C’è Sabin Maxim che aveva incominciato il corso di scienze infermieristiche in Romania e poi l’ha lasciato per venire in Italia: «Adesso la mia priorità è trovare un lavoro stabile e avere una qualifica richiesta anche in questo momento di crisi».
C’è Sara Armuzzi, di Mesenzana che sogna di fare un lavoro pratico, utile a anziani e bambini, e ha scelto il corso di educatore sanitario. C’è Roberto Foti, di Como, che ha provato anche il test di medicina: «per me l’ospedale è una passione e un’opportunità di lavoro. Mi affascina la biologia e l’anatomia. Le professioni sanitarie sono una porta che spero di tenermi aperto. La prima scelta rimane medicina».
Marina Minurri, di Locate Varesino, ha studiato ragioneria e fino all’ultimo è stata indecisa tra economia e scienze infermieristiche. Federico Zanetti, di Somma Lombardo, dice di essere arrivato a questa scelta «per disperazione», con «la speranza che porti ad un lavoro ben retribuito».
«Voglio fare fisioterapia perché è una professione che ti consente di avere un rapporto diretto con i pazienti – continua Luca Cappellini, di Cantù – Lo scorso anno ho studiato biologia, ma è una facoltà che non ti da uno sbocco professionale vero e proprio. Io cerco qualche cosa di concreto».
Adriana Morlacchi
e.marletta
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