VARESE (a.mor) «Il conto e una doggy-bag, per favore». Negli Stati Uniti è più strano lasciare nel piatto gli avanzi che portarseli a casa. In Italia, invece, l’abitudine di chiedere al ristorante quanto non si è consumato, per impacchettarlo e cacciarlo in borsa, rimane un tabù. Almeno fino a oggi. Ovvero fino a quando Graziano Ballinari, vulcanico ristoratore dell’Osteria Cose di altri tempi, non ha pensato di importare a Bizzozero questo costume d’oltreoceano.
Sui tavoli del ristorante sono comparsi dei volantini, con scritto: «Crisi tua, bocca mia. Quel che avanzo lo porto via!». «Si tratta di un invito a combattere la crisi – spiega Ballinari – Questo messaggio serve a non far sentire i clienti in imbarazzo nel richiedere gli avanzi. Il concetto è: ho pagato e mi porto a casa quello che non sono riuscito a mangiare. Quindi, se i clienti non riusciranno a finire il cibo contenuto nel piatto, potranno chiedere delle vaschette e un sacchetto per riporre gli avanzi. Si tratta di una lotta agli sprechi che va nella direzione opposta di quanto fa il Governo. Ci sono infatti due tipi di Italia: quella della gente che tira la cinghia e quella dei politici, che sono italiani a sé».
L’iniziativa è attiva da domenica scorsa. E funziona. «Ha avuto subito un grande successo – spiega Ballinari – Ho notato tre cose: la prima è che gli uomini, spesso giovani, sono i più propensi a chiedere gli avanzi. La seconda è che in pochi giorni ho già diminuito la quantità di rifiuti “umidi”, il che va nella direzione “ecologica” della lotta agli sprechi. La terza è che questa iniziativa, che
negli Stati Uniti chiamano Doggy-bag, non è stata davvero creata per portare gli avanzi al cane, come il nome Doggy porterebbe a pensare. Le persone si portano via il pranzo per mangiarselo riscaldato il giorno dopo, il che va benissimo. Proprio per facilitare le operazioni in cucina, le vaschette che fornisco possono andare nel forno a microonde. Ne ho ordinate anche alcune “a scomparti”, che consentono di limitare gli imballaggi».
e.marletta
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