VARESE I ministeri al Nord ad Antonio Di Pietro proprio non piacciono. E per bollare questa proposta come «la solita bufala dei venditori di fumo» sceglie proprio Varese. Ospite, insieme a Filippo Penati, della Festa del Pd della Schiranna, per parlare del vento del cambiamento che, alle ultime amministrative, ha scosso l’Italia. E Di Pietro, parlando di cambiamento, non poteva non puntare l’indice contro chi, in nome del cambiamento, ha «tradito gli elettori».
«Io ho grande rispetto del popolo leghista – ha detto Di Pietro – perché si tratta di cittadini che credono genuinamente di poter cambiare le cose. Proprio per questo si capisce il motivo per cui la Lega sta perdendo consensi. La gente è stanca dei venditori di fumo che compongono la classe dirigente leghista. Persone che hanno tradito gli elettori, che nel weekend tornano ai loro paesi e fanno i leghisti duri e puri che gridano Roma ladrona, ma tutti gli altri giorni della settimana sono nell’odiata Roma a dividersi le cadreghe con Berlusconi, a sostenere il suo governo rinnegando i principi che dicono di professare». Insomma, una stangata. E l’ultima presa in giro, sottolinea il leader dell’Italia dei Valori, è proprio l’idea dei Ministeri al Nord: «Pensano di accontentare la gente spacciando quattro uffici senza potere per Ministeri. Questi uffici serviranno solo a organizzare quattro feste sul prato a Pontida, ma non porteranno benefici al territorio».
E poi attacca sul tema della legalità. «Io mi ricordo la Lega con il cappio sulla questione giustizia. Ora non chiedo che tornino a sventolarlo, ma almeno che non votino leggi ad personam per salvare Berlusconi e i suoi fedelissimi. Stando al governo con lui si rendono complici. E questo, i loro elettori, non glielo perdoneranno». E
la stoccata finale. Mentre gli amministratori leghisti protestano contro la manovra di Tremonti, e la classe dirigente leghista la difende, Di Pietro solidarizza. «Anche gli amministratori locali del Carroccio sono brave persone. Li ho conosciuti personalmente. E ho avuto anche modo di apprezzarli. Come gli elettori, anche loro sono le vittime dei giochetti romani dei loro leader».
Infine, entra a gamba tesa sulla Pedemontana. «È una infrastruttura strategica ma non si capisce il governo Berlusconi cosa voglia fare».
Marco Tavazzi
e.marletta
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