Varese, donne vittime d’amore e di uomini troppo gelosi

VARESE Troppo amore può fare male. Tanto a chi prova il sentimento smodato quanto a chi, senza corrisponderlo, lo patisce. Negli scorsi giorni il questore Marcello Cardona ha firmato due ammonimenti nei confronti di altrettanti uomini colpevoli di perseguitare le donne che dicevano (e dicono) di amare. L’ammonimento mette in guardia i due “stalker”: se continueranno nei loro comportamenti, verranno denunciati e, in caso di flagranza di reato, arrestati.

Il primo caso riguarda una coppia operaia con un bimbo di nove anni. L’eccessiva gelosia di lui convince la donna a chiedere e a ottenere la separazione. Il marito, (non ancora ex) non demorde: la segue ovunque, la tiene costantemente sotto controllo. Poi la contatta e le chiede conto dei suoi comportamenti. La situazione precipita quando la donna, tentando di rifarsi una vita, allaccia una relazione con un’altra persona. Davanti alle pressioni continue e moleste del marito separato, decide di rivolgersi alla questura che, verificata la fondatezza delle accuse, “ammonisce” l’uomo affinché non tormenti più la ex compagna.

Il secondo caso ha come protagonisti una coppia di professionisti. Lei abita nei dintorni di Varese, lui in un’altra città lombarda. Si conoscono via chat su un social-network: li accomuna la stessa passione per lo sport e sfortunate storie d’amore alle spalle. Lei ha circa 40 anni, lui una ventina di più. Ma la differenza di età, almeno

all’inizio, non è un problema. Si conoscono di persona, si frequentano. Stanno insieme per circa 6 mesi, poi lei interrompe il rapporto. Il maturo amante non si dà per vinto e tempesta l’oggetto del suo desiderio di regali (alcuni anche costosi), telefonate, lettere e messaggini. Quando il corteggiamento sfocia in ossessione, lei si rivolge alla questura: così parte l’ammonimento.

Il reato di atti persecutori (stalking) previsto dall’articolo 612 bis del codice penale viene punito con una pena fino ai 4 anni di reclusione. In questo senso è andata meglio a un 50enne che ieri è stato condannato dal gip Giuseppe Fazio con rito abbreviato. Se l’è cavata con una pena pari a un anno e sei mesi e con la sospensione della condanna. A suo favore hanno giocato le dichiarazioni spontanee rilasciate ieri in aula dove si è dichiarato pentito di aver perseguitato la ormai ex moglie e dove ha promesso di non ripetere i suoi comportamenti molesti.
Enrico Romanò

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google