Varese è davvero a portata di tutti. Lasciate però che lo sia sempre

L’editoriale della nostra Simona Carnaghi

Varese. Città elegante e piena di storia che, quando le viene concesso, sa essere anche fruibile. Il Sacro Monte, ad esempio. Io ho deciso di trascorrerci Pasqua con la mia famiglia. Non vivo a Varese, non vivo nemmeno in provincia di Varese, ma nell’hinterland di Milano. Questa città l’ho scoperta per lavoro e mi ha così abbagliato da volerci passare talvolta anche il tempo libero.Mio padre festeggiava il suo settantaduesimo compleanno e mamma ha detto: «Facciamo qualcosa di speciale». Risposta immediata: «Andiamo al Sacro Monte di Varese». La proposta ha avuto anche il merito di strappare a mia madre una lacrimuccia di nostalgia: «Saranno 50 anni che non ci vado più». Tutti entusiasti e d’accordo tranne il marito piuttosto quadrato: «Non troveremo mai parcheggio. Sarà un casino pazzesco». Ebbene alle 9.47 lasciavamo la macchina nel parcheggio de Le Corti. Cinque minuti dopo eravamo in Corso Moro davanti alla fermata del bus. Linea C: ti porta sino al piazzale della funicolare e con meno di due euro hai corsa in pullman e salita al Sacro Monte all inclusive. «Chissà quando passano gli autobus, dovremo aspettare» ha cercato di obiettare il marito. Non si attende affatto: in un giorno festivo si ha un autobus ogni 30 minuti a partire dalle 7 del mattino. Noi siamo saliti sulla puntualissima corsa delle 10.09; e dietro di noi è salita una comitiva di arzille settantenni che puntavano alla Messa cantata di Pasqua al santuario. Un quarto d’ora dopo eravamo alla stazione della funicolare.

E con noi le settantenni. Un minuto d’attesa, con l’autista del bus che aiutava le signore, ed eravamo tutti nella cabina della funicolare. Due minuti dopo esserci goduti una salita mozzafiato tra sprazzi di paesaggio e lembi di nebbia eravamo al Sacro Monte. Quando arrivi lì ti accoglie la meraviglia della struttura Liberty in legno della stazione, non l’ansia di trovare un parcheggio a prova di multa. Due passi nel borgo e sei al santuario. Messa d’obbligo perché mamma è molto devota. Mio padre ne è innamorato da 43 anni e chiede: «Durerà molto? È cantata». Poi vede il santuario e si zittisce. Funzione, pranzo al ristorante Le Colonne (il risotto zafferano, vongole veraci e riduzione di dragoncello e prezzemolo in famiglia non lo dimenticheremo per molto, molto tempo). Poi visita della cripta del Sacro Monte: un piccolo gioiello che racconta molta della storia di questo luogo. Cinque euro per essere accompagnati da guide gentilissime: sorprende che non ci fossero gruppi nutriti di turisti per osservare quegli affreschi.Ancora due passi, di nuovo funicolare per scendere. L’attesa è di un paio di minuti, poi si parte e all’arrivo un bus attende per riportare tutti in centro. Questo è il racconto banale di una giornata splendida in una città fruibile quando le viene permesso di esserlo. Perché così raramente? Perché la funicolare a Pasquetta ad esempio non era in funzione? Perché era lunedì? E allora? Costi eccessivi? Permette a Varese di essere accessibile e con la gente arriveranno anche i soldi.