VARESE Tutti in sciopero contro il Governo. Non i lavoratori ma i sindaci che, per colpa di questa manovra, rischiano di finire sul lastrico. E a Varese il capofila della protesta non poteva che essere il leghista Attilio Fontana, che attraverso Anci Lombardia di cui è presidente, ha chiesto la mobilitazione in regione. Il primo passo sarà la riconsegna alle Prefetture delle deleghe di ufficiali di stato civile. «Vogliamo far capire ai cittadini che in questo modo i Comuni non possono più andare avanti – spiega – E nel direttivo regionale abbiamo raccolto l’invito dei sindaci lombardi a proseguire nella protesta, perché dopo la grande manifestazione della scorsa settimana, il Governo non ci ha voluti ascoltare». Scatta quindi la non collaborazione con lo Stato. Che culminerà con una class action «per quei soldi che anticipiamo, ad esempio ai tribunali, e non ci vengono restituiti. E poi anche sui soldi che abbiamo tagliato per i presunti costi della politica locale, che sono stati superiori anche al risparmio preventivato, in barba alla matematica». Insomma, i Comuni pretenderanno di riavere i soldi dovuti. E vogliono spiegare ai propri cittadini lo stato di agonia degli enti locali. Agonia che si ripercuoterà proprio sui residenti, perché «le cifre e le conseguenze della manovra saranno molto pesanti e comporteranno la cancellazione di servizi e l’innalzamento delle tariffe». «Attraverso i
consigli delle autonomie locali faremo ricorso alla corte Costituzionale contro l’articolo 4 della manovra, che ci impone la vendita delle società pubbliche, anche quelle in attivo e in barba alla volontà popolare espressa nel referendum, di fatto obbligandoci a svenderle, e contro l’articolo 16 che incide sull’autonomia dei Comuni». Adesione entusiastica arriva anche dai Comuni governati dal centrosinistra. A Malnate, il sindaco Samuele Astuti (Pd) annuncia «la necessità di comunicare ai cittadini i motivi di questa protesta». «Siamo nel più completo marasma, abbiamo le mani legate sia nell’amministrazione a breve termine che in quella a lungo termine. Quindi organizzeremo una forma di protesta che coinvolga tutti». E nel coinvolgimento Malnate è già un passo in avanti, visto che ieri sera il sindaco ha avuto l’appoggio nella protesta di giovedì anche dall’opposizione, formata da Lega e Pdl. Adesione formale anche da Saronno, dove il sindaco Luciano Porro ha dato il suo appoggio alla protesta.Contrario invece il primo cittadino pidiellino di Busto Arsizio Gigi Farioli. «In questo momento – dice Farioli – semmai si dovrebbe fare l’opposto, ovvero un salto di qualità nel rispetto delle istituzioni. Cercare di ricostruire quel rapporto di fiducia tra le istituzioni, e tra i cittadini e le istituzioni, pur continuando a portare avanti le nostre rivendicazioni. Noi abbiamo un ruolo di funzionari pubblici. Non si può parlare di sciopero».Marco Tavazzi
s.bartolini
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