Varese, già in libertà il libico arrestato per violenze sul bus

Varese, già in libertà il libico arrestato per violenze sul bus

VARESE – Resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Sono questi i capi d’accusa per i quali un giovane libico è stato processato per direttissima dal Tribunale di Varese, dove ha patteggiato una condanna a nove mesi, con sospensione condizionale della pena. Il ragazzo, richiedente asilo, era stato fermato sabato pomeriggio scorso in piazza XX settembre a Varese da un controllore delle autolinee Sila perché senza biglietto. Il giovane si è rifiutato di pagare la multa e ha dato in escandescenze, inveendo contro il controllore che si è visto costretto a chiedere l’intervento immediato di una pattuglia della polizia presente in zona. Dopo essere sceso dall’autobus, il giovane ha continuato a insultare il bigliettaio che per sicurezza è salito su un altro automezzo, scatenando ancoro di più la furia del libico che ha

cominciato a prendere a calci le porte del bus, obbligando l’autista a fermarsi per scongiurare il rischio di investirlo. La violenza del giovane era tanto evidente da essere notata anche da alcuni poliziotti e carabinieri, che erano già sul posto per effettuare un servizio di ordine pubblico. Ad arginare la reazione del ragazzo è intervenuta anche una volante della Questura. Nonostante ciò, il libico non si è dato per vinto e ha continuato a tirare calci e pugni per divincolarsi. Alla fine le forze dell’ordine hanno dovuto arrestare il ragazzo, che aveva già all’attivo, nonostante la breve permanenza in Italia, precedenti per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. La violenza del giovane non si è placato neanche dopo il suo arrivo presso gli Uffici della Questura, da dove è stato trasportato presso il Carcere di Varese.

e.besoli

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