VARESE A Varese i vigili non mancano ma stanno in ufficio. Piaccia o no, è quanto emerge dalla classifica pubblicata dal Sole 24 Ore, basata su dati Aci-Interno: con 13,14 agenti ogni 10 mila abitanti e il 45,37% di questi che stanno in strada, la città capoluogo si classifica al trentacinquesimo posto sulle 103 province considerate. A regnare incontrastata sulla lista dei comuni capoluogo italiani c’è Napoli, 24,10 agenti ogni 10
mila abitanti e una quota non disponibile di quelli impegnati fuori dagli uffici, seguita da Roma, 23,63 e ancora il dato non disponibile dei vigili in strada, e poi da Cosenza, 23,62 e il 100% fuori; infine, Milano, prima città del Nord, ha 23,17 agenti e il 96,99% di questi per le strade. A chiudere l’elenco ci pensa Isernia, appena 6,89 agenti dei quali non si sa quanti abbiamo funzioni amministrative.
NUOVE ASSUNZIONI
«Prima di tutto avevo già rilevato il dato di quanti vigili abbiamo rispetto agli abitanti e ho avviato per questo una battaglia personale per portare più agenti sul territorio – spiega l’assessore Fabio D’Aula – non mi risulta però che solo il 45% dei vigili sia per strada, posso assicurare che siamo su una percentuale vicina al 70%». Il paragone con altre realtà però rischia di dare un’immagine distorta, sottolinea D’Aula: «Non siamo paragonabili a Roma, Milano o Palermo. Siamo una realtà di 80 mila abitanti con esigenze diverse su tutti i fronti rispetto alle grandi città. Certo che anche il 100% di agenti fuori dagli uffici per diversi capoluoghi, come Torino, Rimini o Palermo, mi sembra quanto meno inverosimile». Calcolare la quota di vigili impiegati in ordinaria amministrazione non è impresa facile, secondo l’assessore, difficile da quantificare considerando quanto pesano su un corpo costituito da meno di un centinaio di unità gli agenti distaccati in procura e in tribunale, o quelli impiegati nel settore del commercio. «Ho fatto inserire nel piano esecutivo di gestione un migliore utilizzo degli agenti per aumentare quelli all’esterno. Il problema è che Varese non ha bisogno che si porti fuori gente magari non più giovane abituata da anni a lavorare alla scrivania: a fronte dei pensionamenti di quest’anno, che saranno almeno cinque, reinseriremo nuovi agenti per stare sulle strade e compenseremo mettendo in ufficio degli amministrativi già in carico al Comune. È un segnale di inversione di tendenza, se lo faremo per qualche anno si vedranno i risultati».
PIU’ BUROCRAZIA«Dobbiamo smetterla con il luogo comune dei vigili in ufficio», afferma il comandante Gianni Degaudenz. «I nostri uffici oggi stanno zoppicando, gestiamo migliaia di contravvenzioni e rilasciamo centinaia di concessioni ogni settimana: se i cittadini hanno bisogno dobbiamo garantire l’apertura al pubblico. Giusto portare i vigili sul territorio, ma è indispensabile colmare le carenza mettendo degli amministrativi in ufficio».A chiarire l’attuale organizzazione interna
del corpo sono Paolo Broggini e Lorenzo Raia della Uil Fpl: «Il nostro problema è che, negli ultimi tempi, con l’ex assessore Agrifoglio prima e il comandante Degaudenz oggi, gli uffici sono stati imbottiti di giovani mentre gli anziani sono stati messi sulla strada. Senza contare che la burocrazia è decisamente aumentata. C’è persino una disposizione di servizio su come scrivere le lettere». Francesca Manfredi
e.marletta
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