Varese, Grillo guarda già al Sassuolo «Noi forti e sicuri, gli altri non lo sanno»

Varese, Grillo guarda già al Sassuolo «Noi forti e sicuri, gli altri non lo sanno»

VARESE Fabrizio Grillo e la spontaneità. Il terzino romano conferma d’avere brillantezza lessicale e acume intellettuale: dalle parole firmate Rolando Maran, lo spunto per questa chiacchierata.

Il mister nel dopogara di sabato: «Ho detto ai miei terzini di vincere la partita». Uno è Cacciatore e l’altro è lei: com’è andata?
Esattamente così. Ha preso me e Caccia dopo il riscaldamento, dicendo «mi raccomando» e quello che già sapete. Motivazione tecnica: contro il 5-3-2 iniziale del Gubbio avevamo noi i margini per dare qualcosa in più. Bello sentirsi responsabilizzati, speriamo sia rimasto contento.

L’avete vinta voi?
Non esageriamo: ottima partita di squadra, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo ci siamo abbassati ma ci stava, è uscito un po’ di timore perché non l’abbiamo chiusa prima.

Il filo conduttore è noto, in casa si produce poco. Tabù sfatato dopo 105 giorni: era veramente un tormentone?
Nella nostra mente c’era questo pensiero, stentare in casa in serie B può diventare pericoloso. Non è facile psicologicamente: sì, dà pensieri e produce paura, temi il trend negativo. C’è anche il discorso della tradizione, di Masnago inviolato per anni: la responsabilità per non andare troppo sotto resta.

Il mister blucerchiato Iachini, sulla Gazzetta a tema playoff: «Mi piace sottolineare che all’ultima giornata saremo a Varese». Bello vivere sotto traccia?
Bello! Essere Cenerentola è utile: se a te pensano in un certo modo, entrano in campo e ti prendono sottogamba, anche inconsciamente. Se ne renderanno conto tardi. Essere troppo considerati mette peso: restiamo spensierati. Agli occhi dell’Italia non saremo la Samp, ma il nostro spazietto ce lo stiamo ritagliando con merito.

Altro sentore generale: «Stiamo bene, è il momento d’insistere».
È una sensazione, esce negli allenamenti. Lo notiamo a livello fisico e mentale. Stanno arrivando le sicurezze che mancavano: tre vittorie in fila, 13 punti sugli ultimi 15, l’alleluja in casa assente da fine ottobre. È una strada mentale da perseguire.

Superfluo affermare che i nuovi siamo tecnicamente validi, ma dal lato della mentalità come si sono calati nel gruppo?
Nel miglior modo possibile: si sono aggregati sapendo di entrare in un gruppo coeso, noi li abbiamo ricevuti come tale. Che vuoi dire d’altro? Granoche due gol a Bergamo, Rivas a segno con il Gubbio: più di così…

Il Sassuolo è una fotografia ancora lontana?
Non lo deve essere, sabato ci giochiamo la continuità con la squadra più equilibrata del campionato. Dobbiamo dimenticare la Sampdoria e come abbiamo perso con il Bari.

Il campo era così diverso?
Assolutamente diverso: ultimamente non era bello, sabato non sarà stato Wembley ma era almeno accettabile. Non molle, senza zolle che venivano su: un grazie a chi l’ha preparato e a chi ha pulito gli spalti è dovuto.

Ultima: bilancio personale di mezza stagione.
Ho trovato la condizione fisica e ho ritrovato me stesso: sono soddisfatto dell’impegno, ora arrivano pure le prestazioni. È un anno troppo importante, per me e il Varese: c’è in ballo qualcosa di grande.

Samuele Giardina

s.affolti

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