di Andrea Confalonieri
VARESE Il Varese era ancora un puntino sulla mappa del calcio ma era un gigante nel cuore di Luca Sogliano quando il ds biancorosso andava a sporcarsi le mani e a trattare giocatori con la Valenzana e il Pizzighettone, dove i presidenti e i dirigenti hanno più orgoglio e carattere di tanti colleghi famosi. Rispetto a qualche anno fa è cambiato tutto ma in fondo non è cambiato nulla, ci sono solo moltissime persone in più, soprattutto politici, che si riempiono la bocca col Varese mentre Luca Sogliano continua a fare l’unica cosa che conosce: i fatti. E anche se dentro avesse una tempesta con cui travolgere molte persone indifferenti, ingenue o ipocrite, la tiene per sé, almeno finché può. Arrivasse mai il giorno in cui vuotare il sacco, alla fine del discorso aggiungerebbe solo una parola: addio. Ma alla fine, almeno per ora, a rimettere le cose a posto basta il ritorno dalle ferie di Beppe Sannino che ieri ha fatto capolino in piazza Monte Grappa per trascinare con sé il direttore davanti agli astri nascenti della Germania (come filosofia, come corsa, come purezza, come talenti somiglia ai biancorossi, soprattutto quando fa esordire un ragazzo del ’90 in un quarto dei Mondiali). Rabbia, ingratitudine e superficialità scivolano sempre via quando si schiantano contro i sogni d’acciaio di Sogliano e Sannino.E noi accogliamo come un sogno Devis Mangia perché è un pezzo di Varese che ritorna al suo posto e perché anche quando ci guardava da avversari, ricambiato, nei suoi occhi abbiamo sempre visto una luce biancorossa. E per troppo amore del Varese, a volte, ci si può anche scontrare ma alla fine ci si riabbraccia sempre. Magari diversi rispetto a quattro anni fa, sicuramente forgiati dalla lontananza e dalle difficoltà, quindi migliori. «Ho scelto Devis come allenatore della Primavera – spiega Luca Sogliano – sia perché sento che è l’uomo giusto, sia perché il suo
modulo e il metodo di allenamento sono quelli che si avvicinano di più a Sannino. E poiché Primavera e prima squadra si alleneranno in simbiosi, da questo connubio possiamo uscirne più rodati e forti. Sapete che agli amici penso sempre, soprattutto quando valgono, e quindi anche Lorenzini avrebbe potuto essere un tecnico perfetto ma i metodi di Mangia e Sannino s’incastrano meglio».Questione campi di allenamento: è incredibile che un capoluogo e una provincia voltino le spalle, o se ne freghino di dare una mano, quando una squadra di calcio in serie B è un patrimonio che alla fine dà visibilità a tutti. La prima scelta, ovvero Solbiate Arno, pare abortita per sfinimento della società biancorossa: Battiston non ha mai dato una risposta (perché?) e il silenzio nella vita suona sempre come un no. Gavirate invece è orgogliosa di ospitare le partite della Primavera biancorossa, che sarà di casa nel bellissimo impianto della cittadina lacustre ogni sabato pomeriggio. Valutata l’ipotesi di emigrare a Stabio e Mendrisio, oltre confine (che smacco sarebbe per il Comune di Varese), spunta una soluzione migliore: il centro sportivo di Sesto Calende con due campi, uno in sintetico e una piscina. Ma dipenderà dal presidente Brovelli, uomo di parola, che domani deciderà se continuare con la sua Sestese o lasciare, abbandonato da tutti.A parte il ritiro a Baveno dal 15, la campagna abbonamenti che inizierà in ritardo per i lavori allo stadio e il mercato (Gentili, alla fine, potrebbe restare e si parla anche di un fortissimo attaccante, oltre a Eusepi ed Ebagua), resta il nodo dell’amichevole con la Juventus dopo l’annuncio senza diritto di replica con cui la società bianconera ha deciso il ritiro a Varese con allenamenti a Masnago dal 21 al 28 luglio. Buon senso e sensibilità imporrebbero di giocarla, o ancora meglio di averla già fissata, al club di Marotta. A ore un sì o un no che suonerebbe stonato.
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