Varese, la maxi grandinata ci costa 144 mila euro

Varese, la maxi grandinata ci costa 144 mila euro

VARESE Il violento temporale che si è abbattuto sulla città il 13 luglio è costato caro al comune di Varese. Quasi centocinquanta mila euro di danni al patrimonio. Una somma non di poco conto che ha costretto la giunta ad approvare una variazione urgente di bilancio (il via libera definitivo dovrà avvenire in consiglio comunale). La terza variazione dall’inizio del Fontana bis, dopo quella per l’avvio dei lavori di risistemazione del Franco Ossola e l’inserimento dei fondi regionali per la riqualificazione del fiume Olona. Questi 144 mila euro, invece, serviranno per sistemare i danni provocati dal temporale: caduta delle piante, semafori divelti, vetri rotti e infiltrazioni negli immobili. «Lavori che sono già cominciati data l’urgenza – spiega l’assessore al bilancio, Giuseppe Montalbetti – La maggior parte degli interventi riguarda il ripristino delle vetrate degli uffici pubblici rotte dalla violenza della grandine e la riparazione delle infiltrazioni d’acqua. A Villa Augusta gli invertenti sono addirittura già conclusi perché era indispensabile rimuovere subito gli alberi caduti e mettere in sicurezza gli altri». I danni maggiori, che in un primo momento sembravano essere proprio quelli causati dalla caduta delle querce dell’Himalaya (30 mila euro), si sono rivelati in realtà quelli subiti dagli edifici di proprietà del comune. In particolare, i vari sopralluoghi da

parte degli uffici tecnici hanno segnalato la rottura dei vetri in alcuni uffici del secondo piano di Palazzo Estense e sulla balconata interna, nella sede dei servizi sociali di via Orrigoni e alla sede dei giudici di pace di viale Milano dove è crollato anche il contro soffitto per le infiltrazioni dell’acqua. «Anche gli edifici scolastici hanno subito danni importanti – continua Montalbetti – Caduta di tegole dal soffitto, vetri rotti e perdite d’acqua alle scuole Dante, Bicocca, Parini e Collodi, mentre alla Pellico bisognerà risistemare la copertura del tetto». Al tribunale è andata anche peggio: le infiltrazioni d’acqua dai serramenti hanno danneggiato alcune apparecchiature. «E poi bisogna sostituire alcuni semafori che sono caduti  e che hanno un costo importante. Bisognerà intervenire con la pulizia e la sistemazione della rete fognaria e ripulire i pozzetti stradali e, infine, ripristinare l’illuminazione in via del Gaggio». Insomma, di lavoro da fare ce ne è parecchio e l’urgenza con cui si è deciso d’intervenire è oltremodo giustificata. Stessa urgenza che ha permesso di utilizzare «uno stanziamento ricavato dai fondi bloccati dal patto di stabilità – conclude Montalbetti – nel frattempo comunque abbiamo già attivata tutte le pratiche per il rimborso assicurativo che dovrebbe coprire tutti le spese per i danni provocati dal maltempo.Valentina Fumagalli

s.bartolini

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