VARESE Domani c’è Paganese-Varese e la cittadina del Salernitano non sembra poi troppo lontana. Arrivano prima le donne (e non è una novità); a seguire, un drappello di altri circa trentacinque tifosi. Chi parte nel cuore della notte in pullman, chi lo fa in macchina, chi prende l’aereo del mattino.Sono due signore biancorosse e sono già in Campania da ieri pomeriggio. Yvonne Rosa e Titta Bordegoni hanno aperto la strada: ieri e oggi ospiti di amici a Napoli, visita alla città, domani mattina si va all’aeroporto ad accogliere gli amici biancorossi Paolo ed Edoardo (e forse qualcun altro); poi rotta decisa su Pagani. Yvonne e Titta sono due delle cinquanta fedelissime del neonato club “Donnabiancorossa”. «Sì – commenta Yvonne -, ma ora del 22 marzo, quando il Varese compirà un secolo, dobbiamo arrivare a cento. Ci siamo dette: Cento donne per il centenario».In attesa, ecco la sfacchinata verso Pagani. «Ben volentieri – precisa sempre Yvonne -, e rigorosamente nel settore ospiti, così sono libera di urlare quel che mi pare. Amo star vicino a questa squadra; per me i ragazzi, non so come dire, sono dei leoni umili. Forse non è un’espressione ben combinata, ma non mi viene in mente altro. La cosa bella è che anche all’ultimo arrivato si accende questa luce negli occhi. L’ho visto qualche sera fa in Neto Pereira: sembra che sia qui da sempre. Che cosa mi aspetto? La vittoria, come prima di ogni partita. Se no, che siamo venuti a fare fin qui? Al resto non riesco neanche a pensare; immagino solo che gioiremo. Avanti, sfatiamo questo mito delle trasferte indigeste».I tifosi della Curva partono oggi a mezzanotte. Due pulmini da nove (altri dieci supporters partono domattina da Malpensa) alla volta della Campania.Una partenza anticipata per non far le cose di corsa e
anche perché, non guasta, ci sono delle mozzarelle di bufala nel Casertano che si meritano il loro tempo. Si riparte da Pagani a fine partita: stomaco pieno in ogni caso (per via delle mozzarelle).Questa volta, coi tifosi della Curva viaggerà anche Marco, giovane innamorato-fotografo del Varese. «Io – precisa -, l’anno scorso c’ero anche ad Olbia e ad Alghero. Sarei sceso a Pagani anche se il Varese fosse stato ultimo in classifica. Non saremo al San Paolo, ma è bello poter andare lontano. Voglio dire: meglio farsi un viaggio della speranza del genere piuttosto che dover arrivare a Gavirate perché il Varese è finito in Eccellenza. In chi spero? Io adoro Buzzegoli, anche quando non è in forma, per me è sempre il migliore».All’orizzonte c’è solo un piccolo problema e non ha a che fare con l’esito del match. «Lunedì mattina alle sei – spiega Marco – devo essere in piedi per andare al lavoro. Non sarà facile».Per Pippo Casella, tifoso che segue ogni allenamento, sgambata o amichevole, è come essere in tour con gli U2. Esce il calendario ad agosto e lui comincia ad organizzarsi i fine settimana da lì a metà maggio in funzione degli impegni del Varese.Due mesi fa ha prenotato il volo per Napoli di domattina alle nove da Malpensa (con lui, del tutto casualmente, viaggerà un’altra decina di tifosi biancorossi); a Capodichino ci sarà ad aspettarlo il papà di Giorgio Riccio, ragazzo napoletano in forza agli allievi nazionali biancorossi e di cui Casella è una sorta di tutor varesino; insieme andranno a Pagani. In serata il ritorno a Malpensa. «Dappertutto – racconta Casella -, seguo il Varese ovunque. Che pensate? Ho già prenotato anche per Sorrento. Che cosa mi aspetto? Un bel risultato, ma non aggiungo nulla. Dico solo: dai che ce la facciamo!».Luca Ielmini
m.lualdi
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