Varese, la ricetta anti code? “Esami del sangue al super”

Varese, la ricetta anti code? “Esami del sangue al super”

VARESE Code e attese non sono mancate ieri mattina, giorno dell’inaugurazione del nuovo centro prelievi Giovanni Valcavi, ricavato nel padiglione Santa Maria dell’ospedale del Circolo. Un intervento da circa 550 mila euro, realizzato con fondi dell’azienda ospedaliera. I disagi di questi giorni, secondo il personale, sono riconducibili a indicazioni confuse: i pazienti si perdono nonostante sulla pavimentazione siano state realizzate linee colorate per facilitare l’orientamento. «In molti mi hanno sconsigliato di inaugurare il centro prelievi mentre funzionava, ma io volevo inaugurare un luogo vivo – ha spiegato Walter Bergamaschi, direttore generale dell’azienda ospedaliera – Abbiamo voluto fare un test tra i pazienti, senza paura di mostrare le debolezze legate alla partenza di un servizio. Ci sono state criticità, ma i pazienti hanno riconosciuto lo sforzo fatto. Il personale ha saputo sopperire con una buona comunicazione». Il nuovo centro prelievi, con 6 stanze di cui una dedicata ai prelievi microbiologici, rispetto al vecchio in via Tamagno (dove rimane il laboratorio di analisi), ha migliorato l’accoglienza: ci sono circa 200 posti a sedere. Dalle 7 del mattino alle 10 si possono effettuare circa 400 prelievi. All’ingresso c’è un mezzobusto bronzero di Giovanni Valcavi scolpito da Luigi Bennati, artista deceduto da poco. Valcavi, celebre giurista, fu anche presidente dell’ospedale di Varese. Tutti, il senatore Antonio Tomassini, l’assessore Raffaele Cattaneo, il sindaco Attilio Fontana, lo ricordano come un

«uomo intelligente» e «un operaio silenzioso». «Un vero socialista, di quelli che sapevano stare tra la gente» ha detto il professor Giuseppe Armocida. Nonché, come ribadisce Bergamaschi, «il presidente dell’ospedale moderno». Valcavi, già negli anni ’70, aveva portato nell’ospedale innovazioni tecnologiche. Una strada che Bergamaschi intende continuare: «La mia intenzione è quella di potenziare i presidi territoriali, creando dei punti-prelievo nei centri commerciali. Ho già avuto un incontro con gli architetti che stanno progettando il centro commerciale nell’area dell’ex Malerba. L’idea è quella di ripetere quanto fatto a Bonola, a Milano. Il nuovo centro prelievi del Circolo non è un punto di arrivo ma un modo per sanare la situazione precedente. Nel futuro potremmo pensare di riconvertirne gli spazi». Ha fatto da filo conduttore della giornata di ieri un’idea grande: quella di avvicinare i cittadini all’ospedale, recuperando il rapporto di un tempo, quando a Varese c’erano numerosi benefattori. E’ stata quindi presentata la fondazione «Circolo della bontà» che sarà costituita entro la fine dell’anno per sostenere tutti i 5 ospedali, raccogliendo lasciti e donazioni importanti. Il nome «Circolo di bontà» nasce da un’idea di Gavino Sanna, lo stesso comunicatore che ha inventato lo slogan «Dove c’è Barilla c’è casa». E che, gratuitamente, per l’ospedale, ha prodotto: «Cerchiamo donatori di cuore per aiutare Varese» e «Prima di andarvene togliete un peso dal cuore, il portafoglio».Adriana Morlacchi

s.bartolini

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