Varese, le pagelle di Ascoli Corti una spanna sopra tutti

Varese, le pagelle di Ascoli Corti una spanna sopra tutti

BRESSAN 6,5 È tornato Bressan alla vigilia della finale che girerà (di qua o di là) il campionato: allunga due volte la manona su Soncin e Gazzola. Domenica ci farà dimenticare per sempre la papera di Nocera.

PUCINO 6,5 Picchia sul ferro quando è caldo e alla lunga il suo tempismo in quegli interventi risolutori sempre a testa alta azzera il canto di Papa Waigo, Soncin e del Picchio ascolano.

FIGLIOMENI 7 Trave calabrese che si stampa sui denti bianconeri: quando vedi che il primo ad abbracciare i compagni partendo dalla panchina è anche il primo sul campo, capisci dove nasce il fuoco del Varese.

CORTI 8 A trent’anni ti dicono: fino a ieri hai fatto il dentista, da oggi sei un idraulico. E lui, che da difensore centrale non aveva mai giocato, dimostra che quando credi in qualcosa nella vita (nello spirito, nei compagni, nelle cose che fai), puoi arrivare dove vuoi. Esempio, bandiera, capitano morale.

CACCIATORE 6 Lottare, lotta. Arrangiarsi, s’arrangia.

ZECCHIN 5,5 Se non avesse il peso del nome che porta sulla schiena, meriterebbe almeno un voto in più. Ma lui è Zecchin e noi non ci accontentiamo di un lampo come l’assist su angolo che manda in gol Martinetti o la palombella tirata fuori dal portiere di casa.

DAMONTE 7 Seconda partita su 19 da titolare, a vent’anni in serie B. Chiunque avrebbe tremato e arrancato, lui a tratti ha mostrato l’autorevolezza del suo maestro Corti.

KURTIC 5,5 Lui non accetta e non accetterà mai le bocciature in pagella: fa bene perché è una dimostrazione di personalità, cocciutaggine e orgoglio. Ma deve sapere che lo consideriamo un giocatore da serie A e non accettiamo di vederlo giocare con la sufficienza, la normalità, la banalità di un qualunque giocatore di B. Un esempio? L’ammonizione stupida del finale che gli farà saltare il Verona.

NADAREVIC 6 Spiazza sia compagni che avversari perché tiene sempre la palla quel secondo di troppo che gli permette di fare il numero da standing ovation o la stupidata da fucilazione. Non specchiandosi nella qualità e mettendoci tanta quantità, sbaglia nove volte su dieci la scelta finale proprio perché non lesina mai di lanciare il cuore oltre quell’ultimo ostacolo che spesso lo fa inciampare.

NETO PEREIRA 5,5 Varesino migliore di tanti varesini, per questo sente la saudade del Franco Ossola. Di quell’ambiente familiare, di quel campo dove a occhi chiusi gli riescono colpi da biliardo e di quel pubblico a cui rivolgersi battendo sul cuore dopo ogni gol. Neto è più da casa che da trasferta.

MARTINETTI 6 Ragazzi, tocca solo un pallone e fa un gol regolarissimo che gli viene annullato. È il segnale dei vincenti.

CELLINI, CARROZZA, DE LUCA 6 I primi due giocano un quarto d’ora, la zanzara trenta minuti: per lasciare il segno c’è la madre di tutte le partite, tra sette giorni.

Andrea Confalonieri

s.affolti

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