Varese, per la IV Novembreil destino è segnato

Varese, per la IV Novembreil destino è segnato

VARESE Salve tutte le scuole di Varese tranne una: la IV Novembre di San Fermo che, secondo il nuovo piano licenziato dalla maggioranza, dovrebbe chiudere a settembre «travasando» (così dice il testo) i suoi 180 alunni in altre due scuole: metà alla media Don Rimoldi, nello stesso rione, e metà alla De Amicis, a distanza di un chilometro l’una dall’altra. «Un fulmine a ciel sereno» per i docenti e anche per i genitori che fino a due giorni fa mai avevano immaginato di potersi ritrovare coinvolti nei tagli sul comparto scuole che la giunta sembra determinata a operare comunque. E adesso promettono battaglia.

STUPORE E RABBIA
Dopo lo choc iniziale la prima mossa dell’associazione dei genitori di San Fermo è stata quella di aprire un blog su internet «Non chiudiamo la scuola IV Novembre» (http://4novembre.blogspot.com) e di convocare di urgenza la prossima riunione delle mamme e dei papà per lunedì 12 ottobre, ore 20.30 presso l’auditorium della scuola media Don Rimoldi per decidere «in fretta come contrastare la scelta «insensata» di chiudere la IV Novembre. «Insensata perché la IV Novembre ha la struttura e l’offerta formativa migliori di Varese , 180 alunni e iscrizioni sempre in crescita, persino da parte di bambini residenti in altri comuni – spiega Gianluca Costantini, rappresentante dei genitori – Una scelta assurda se si considera la modalità con cui è stata assunta», aggiunge ricostruendo le ultime settimane di lenzuolate e di proteste «legittime – precisa – da parte degli alunni delle scuole con meno alunni e che per questo rischiavano la chiusura. Poi, l’altro giorno, il cambio di rotta presentato come la quadratura del cerchio che salvava tutte le scuole di tutte i rioni. Come se chiudere la IV Novembre non fosse una scuola o San Fermo non fosse un rione di questa stessa città!». Il piano della giunta ha invece scatenato un vero e proprio stato di agitazione in tutta la Castellanza, dove sono innanzi tutto i genitori a prevedere disagi futuri: ci sono coppie di lavoratori che non potranno contare sul tempo pieno e neppure sui servizi mensa (piccolissime e già occupate le «aule» adibite a questo scopo nei due plessi di destinazione) e di doposcuola che non sono garantiti. Oppure ci sono fratellini che oggi vanno alla IV Novembre insieme e che l’anno prossimo potrebbero trovarsi in due plessi diversi.

LOTTA CONTRO IL TEMPOIl termine del 30 ottobre, entro cui il Comune vuole approvare la razionalizzazione è vicinissimo e l’organizzazione della protesta parte da zero dopo l’annuncio che ha colto tutti di sorpresa attraverso il passaparola: «Genitori, nonni, docenti e bambini si interpellano in un continuo squillo di telefonini e tam tam di voci», racconta Paolo Cipolat, capogruppo del Pd nella Circoscrizione 5 che contesta il taglio della IV Novembre «il fiore all’occhiello dell’offerta didattica per tutta la Provincia», e ritiene «insufficienti» le risposte fornite dall’amministrazione per la De Amicis. «Il nuovo piano scuole non garantisce la sopravvivenza della De Amicis di Valle Olona e in più distrugge la IV Novembre svuotando la sede, spaccando in

due gli studenti e rendendo impossibile il tempo pieno che è sempre stato il suo valore aggiunto in un rione come San Fermo. Avevamo un problema e ora ne abbaiamo due, altro che soluzione soddisfacente», conclude Cipolat contrastando le dichiarazioni della sua omonima e presidente di Circoscrizione 5 Stefania Cipolat che aveva promosso la sfiducia. Lei infatti ritiene «vinta la partita» perché in questo modo «si dà l’opportunità sia al rione di Valle Olona, sia a quello di San Fermo di conservare la presenza dei ragazzi sul proprio territorio». «Trasferire una sezione della IV Novembre alla media Don Rimoldi – aggiunge – è un’operazione da tenere strettamente monitorata dal punto di vista educativo e organizzativo».Lidia Romeo

e.marletta

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