Ancora un’aggressione ai danni del personale sanitario al Pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese. Nella notte tra sabato e domenica una donna con problemi psichici è stata arrestata dalla Squadra Volante della Questura dopo aver sferrato un pugno al volto a una soccorritrice del 118 mentre attendeva di essere visitata.
La donna dovrà rispondere del reato di lesioni personali a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria, previsto dall’articolo 583 quater del Codice penale, introdotto con il Decreto Sicurezza del 2025, che prevede una pena da due a cinque anni di reclusione.
L’aggressione durante l’attesa in Pronto soccorso
L’episodio è avvenuto intorno alle 2 di notte. La paziente era stata accompagnata al Pronto soccorso da un’ambulanza di un ente convenzionato con Areu dopo aver dato in escandescenze nel paese in cui risiede, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.
Mentre attendeva di essere presa in carico dagli specialisti del reparto di Psichiatria, la donna ha improvvisamente aggredito una componente dell’equipaggio del 118, colpendola con un pugno al volto.
Fortunatamente la soccorritrice ha riportato lesioni lievi, con una prognosi di cinque giorni.
Dopo la richiesta d’intervento partita dal Pronto soccorso, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato la donna, che nella giornata di oggi comparirà davanti al giudice per la convalida dell’arresto.
Solo una settimana fa un’altra aggressione
L’episodio arriva a distanza di appena una settimana da un’altra violenza consumata nello stesso ospedale.
All’alba di lunedì 6 luglio, un 21enne di nazionalità albanese aveva aggredito un infermiere del triage perché pretendeva di essere visitato immediatamente per un dolore alla caviglia. Di fronte all’invito ad attendere il proprio turno, il giovane aveva reagito con minacce, schiaffi e pugni.
Anche in quel caso erano intervenuti i Carabinieri, che avevano proceduto all’arresto. Dopo la convalida, il ragazzo era stato rimesso in libertà.
Un’aggressione ogni 48 ore
I numeri confermano un fenomeno sempre più preoccupante.
Nei primi sei mesi dell’anno, nelle strutture dell’Asst Sette Laghi, si registra un’aggressione al personale sanitario ogni 48 ore.
Le vittime sono soprattutto gli infermieri, che rappresentano circa il 60% dei casi, seguiti dai medici (14%) e dal restante personale sanitario e amministrativo.
Un dato che evidenzia come la tutela degli operatori impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti rappresenti una delle principali criticità del sistema sanitario.













