(f.man.) Quattro ammessi su quattro partecipanti. Sembra partita con il piede giusto la gara per ottenere la gestione del teatrino “Santuccio” di via Sacco. I dettagli dei progetti non sono ancora noti e gli stessi partecipanti al bando pubblicato dal comune di Varese per il momento preferiscono non sbilanciarsi con le indiscrezioni sulle proposte avanzate in busta chiusa. Di sicuro si sa soltanto che tra circa un mese, se non interverranno imprevisti o slittamenti dell’ultimo minuto, ci sarà un gestore della struttura comunale e sarà uno del quartetto di associazioni culturali. Si tratta di IncontrArti di Gallarate, il Vellone e Girinarte di Varese, e Belcanto di Milano. «Sono ottimista – spiega Sandro Pignataro di IncontrArti e direttore dell’orchestra Camerata dei Laghi – tra un paio di settimane dovrebbero aprire le due buste con l’offerta culturale e tra un mese al massimo quella con l’offerta economica. Penso che il giorno stesso si potrà sapere il vincitore». Per decretarlo infatti è stata stabilita una precisa formula matematica, questa permetterà di calcolare il punteggio attribuito ad ogni voce tra le quattro che concorreranno a formare la valutazione delle candidature. Si tratta del progetto culturale, da 0 a 30, così come gli utilizzi riservati al Comune, mentre da 0 a 20 il punteggio per le tariffe applicate a terzi, cioè al pubblico, e lo stesso per le tariffe al pubblico per eventi che abbiano il patrocinio comunale. La prima fase, quella
della valutazione del progetto culturale, si svolgerà a porte chiuse con la sola commissione tecnica mentre la seconda, quella del piano economico, sarà aperta al pubblico e potranno partecipare tutti.«L’unico concorrente esterno è l’associazione di Milano – spiega Pignataro – perché noi abbiamo soltanto la sede legale a Gallarate ma siamo presenti in città da un pezzo. Facciamo concerti e sagre soprattutto a Varese con il patrocinio del Comune e in molte località dell’alto varesotto, oltre alla stagione musicale a Villa Recalcati». Esclusa in partenza invece la possibilità di una gestione associata tra gli interessati. Innanzi tutto perché il bando non la prevede, ma non ce ne sarebbe motivo visto che tutte e quattro le proposte delle associazioni sono state ammesse: significa che le loro offerte hanno soddisfatto i requisiti richiesti dal bando. Al concessionario, «avendo la cura del buon padre di famiglia», si legge nel documento, in sostanza è chiesto di organizzare attività culturali e per il tempo libero rivolte a tutti, varesini e non, e di norma con ingresso libero. Non è escluso il pagamento del biglietto in casi particolari, ma solo quando la copertura dei costi lo rendesse indispensabile e con un prezzo proporzionato alla necessità di pareggio, tenendo conto di eventuali contributi da altri enti. Chi vincerà, infine, dovrà riservare un numero di utilizzi al Comune secondo un calendario da concordare preventivamente, e anche in quei casi farsi carico gratuitamente della pulizia.
e.marletta
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