Varese, resta il giallo delle tombe E spunta la leggenda degli elfi cattivi

Varese, resta il giallo delle tombe E spunta la leggenda degli elfi cattivi

VARESE Durante la giornata di ieri, al cimitero di Bizzozero, è stato un andirivieni di curiosi, attratti dalle statue inspiegabilmente comparse sulle tombe di tre bimbi deceduti da circa 20 anni. Si tratta di un fatto strano: nessuno dei parenti dei piccoli, infatti, sa dire chi le possa aver messe lì. Sulle tombe si sono materializzate anche girandole colorate e giochi di legno. Due statue rappresentano angeli e sono antiche e annerite dal tempo. La terza, quella che suscita più interrogativi, raffigura un bambino dalle sembianze elfiche. Si tratta di un putto con gli occhi leggermente a mandorla, i capelli folti e le orecchie appuntite. Non si esclude che la statua sia stata portata lì in nome di qualche antica credenza o tradizione. Sorprende, infatti, sapere che esiste una leggenda un po’ tetra, i cui protagonisti sono proprio elfi e bambini. A raccontarla è Roberto Corbella, autore del libro “Creature del mistero” edito da Macchione. «La leggenda racconta di un padre disperato che carica su un carro il figlio malato e corre a cercare un medico nel vicino villaggio. Durante la strada incappa in una cappella mortuaria da cui esce

un elfo che si mette a inseguirlo – racconta Corbella, che è un vero e proprio esperto di folclore elfico – I nostri vecchi, del resto, pensavano che luoghi abbandonati, come chiese in rovina, fossero abitati da spiritelli cattivi ma è bene chiarire che non tutti gli elfi rubano l’anima, come vorrebbe la leggenda. Lo fa solo un tipo di elfo che occupa un posto specifico in una scala gerarchica, in cui figurano sia elfi che gnomi. Questo secondo alcune leggende diffuse non solo in Insubria, ma su tutto l’arco alpino». Ieri, preoccupati dallo strano ritrovamento, sono arrivati al cimitero numerosi parenti di bimbi sepolti a Bizzozero. Nessuno ha saputo spiegare la provenienza delle statue. L’ipotesi più accreditata è che qualcuno ne fosse in possesso e, non sapendo cosa farsene, abbia pensato di regalarle ai defunti. Roberta Arcuri, mamma del piccolo Giuseppe, spera che l’autore del gesto si faccia avanti. C’è anche chi si domanda se la statua più misteriosa raffiguri davvero un elfo o sia un semplice putto. Gli elfi tradizionali sono solitamente molto magri, in questo caso, invece, il viso e il corpo sono paffuti. Adriana Morlacchi

s.bartolini

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