Varese ride con i Legnanesi “Berlusconi diventerà Papa”

Varese ride con i Legnanesi “Berlusconi diventerà Papa”

VARESE «Sono sempre divertenti!» Il marchio di fabbrica de I Legnanesi ha colpito ancora. Quattro spettacoli che praticamente riempiono il Teatro di Varese, il primo appuntamento c’è stato giovedì sera e poi ogni sera fino a domenica.

Per chi sceglie di sedersi in platea la garanzia di una serata divertente. I Legnanesi piacciono così, per la loro freschezza e genuinità e per la capacità di trovare guizzi d’ilarità da ogni situazione del quotidiano. I commenti tra il pubblico, che durante tutta lo spettacolo ride quasi senza soluzione di continuità, sono altrettanto semplici, ma efficaci: “sono sempre divertenti!”.

E dunque obiettivo raggiunto anche per “Sem Nasu par patì… patem!” con il quale la penna di Antonio Provasio, che in scena veste i panni della Teresa, affronta i patimenti dei por crist alle prese con la crisi economica e i sogni di agiatezza che portano lontano, fino in Africa.

I Legnanesi, dunque, incantano, divertono e fanno pensare in un mix tra tradizione, perpetuando quel dialetto che sempre meno si sente utilizzare nella vita di tutti i giorni, e innovazione, lo sono i testi, gli oggetti (la Teresa sfoggia un bel cellulare) e i riferimenti in quel mezzo inglese che la Teresa e la Mabilia utilizzano nei loro dialoghi citandolo in modo improprio e causa di spropositi esilaranti. Ma c’è di più. Il pubblico è ormai parte integrante della scena tanto da sentirsi sempre più spesso interpellato direttamente e arrivando a intervenire e dialogare con la famiglia Colombo e gli altri abitanti del cortile. Si completano le frasi prima che l’attore arrivi a fine battuta, si suggerisce la soluzione di un pensiero aggrovigliato, si incita e si commenta, rigorosamente in dialetto: «te ghe rasun», «se te vörat».

Non mancano qua e là anche frecciatine di satira politica: «Monti ne abbiamo risparmiati due, prima ce n’erano tre, adesso uno», «arriva il nuovo don. Don Silvio da Arcore….porca bestia si è riciclato anche questa volta: tra un anno lo troviamo come papa», «non capisco come mai le uscite siano debito pubblico e le entrate patrimonio dello Stato». E c’è anche il messaggio sociale con il quale la Teresa invita a non lasciarsi incannare da maghi e fattucchieri e a fare attenzione a non esagerare con gratta e vinci e «macchinette ruba soldi».

Elena Botter

e.marletta

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