Varese rilancia il non profit «Le banche devono sostenerlo»

Varese – Il non profit può diventare un settore strategico in un momento di crisi economica, e la chiave di volta per la costruzione di un welfare moderno ed efficace. Ma per crescere e aiutare la ripresa ha bisogno di attenzioni particolari, soprattutto da parte dei privati in grado di dargliele, ovvero le banche. È il messaggio partito ieri pomeriggio da Ville Ponti, dove si è svolto il convegno sulle prospettive dell’economia sociale indetto da Ubi Banca, che ha lanciato una nuova iniziativa, Ubi Comunità, con l’obiettivo di «generare valore sociale», come ha detto il presidente di Fondazione Ubi Banca per Varese Onlus, Antonio Bulgheroni.

Perché il non profit può essere una chiave per la ripresa e il sostegno delle fasce più deboli, ma ha bisogno di un sostegno che, dice Bulgheroni, «non può più arrivare dal settore pubblico. Diventa perciò essenziale per le organizzazioni del Terzo Settore sviluppare rapporti con il sistema bancario, chiamato ad offrire soluzioni dedicate». Dall’altra parte, continua Bulgheroni, il pubblico può facilitare il compito ai privati, tramite normative che incentivino le donazioni «magari facilitandole con la possibilità di detrarle dalle tasse. Soprattutto in un momento di crisi economica, lo Stato può favorire l’intervento dei privati».

Per venire incontro a queste necessità, racconta Bulgheroni, «nasce Ubi Comunità, per fare della banca un punto di riferimento per le realtà del Terzo Settore, promuovendo un percorso di crescita che si sviluppi parallelamente a quello delle aree territoriali in cui opera». Perché spesso le realtà del non profit «hanno la dignità di vere e proprie aziende –

racconta il presidente della Camera di Commercio di Varese, Bruno Amoroso – e in tutta la provincia impiegano oltre diecimila addetti, con la capacità di raggiungere obiettivi ed evadere ordini». Amoroso, però, sottolinea anche che «è giusto accompagnare il Terzo Settore in un percorso di crescita. Ma è necessario sostenere anche il privato, per stimolare la vera ripresa».

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, punta l’attenzione sul nuovo modello di welfare che deve emergere dalla crisi: «il un welfare ben organizzato, il pubblico deve diventare il regista del non profit, che già oggi è fondamentale per la creazione di servizi in risposta ai bisogni». La regia del pubblico interviene, continua Fontana, per evitare duplicazioni di servizi e per controllare che i bisogni espressi dalla comunità trovino una risposta. «Soprattutto in un momento di crisi economica, ottimizzare le risorse diventa la chiave per costruire un welfare efficiente. Per costruire una rete che applichi nel modo migliore il principio della sussidiarietà». Perché oggi il pubblico non ha più margini per permettersi errori. Di più, denuncia il primo cittadino di Varese, «con gli ultimi tagli, ad esempio, i fondi per l’assistenza ai non autosufficienti sono stati praticamente azzerati, e anche la Regione non sa ancora se riuscirà a far fronte alle necessità primarie». In questo quadro, l’intervento del mondo bancario diventa più che mai necessario.

È ancora Bulgheroni a rispondere all’appello: «per far crescere il valore sociale delle imprese e del Terzo Settore, noi operatori del credito dobbiamo sostenere le migliori e più utili esperienze imprenditoriali sul territorio». Anche se, continua, «saranno necessari dei meccanismi di verifica, per assicurarsi che le Onlus siano reali enti non profit, aiutando così la crescita della cultura delle donazioni da parte dei privati».
Chiara Frangi

p.rossetti

© riproduzione riservata