Varese sarà città del cemento A breve un migliaio di case

VARESE Un migliaio di nuove unità immobiliari già costruite o in corso d’opera, più il doppio previste nella riqualificazione delle Stazioni e di Piazza Repubblica. Il fabbisogno di nuove case a Varese per i prossimi cinque anni è già stato ampiamente soddisfatto. Il Pgt arriva troppo tardi.

È unanime il coro che si è sollevato in commissione urbanistica da parte dei consiglieri di opposizione. Esaminati i nuovi piani integrati d’intervento, che sorpassano la previsione del piano regolatore rendendo edificabili aree in cambio di opere pubbliche, si è appreso che in città sorgerà un numero spropositato di alloggi ancora prima che il Pgt stabilisca il fabbisogno cittadino. Uno dei compiti principali del nuovo piano di governo del territorio, infatti, è la previsione del fabbisogno abitativo del prossimo quinquennio. Stima basata su strumenti statistici ma che, anche semplificando con un conto della serva, è facile approssimare. Ipotizzando che la popolazione varesina non cresca, sarebbero sufficienti gli alloggi per le coppie di nuova formazione e per una quota di cittadini immigrati. Ovvero la famosa opzione zero: non si construisce più, si ristruttura solo quello che c’è. Ipotizzando al contrario che le coppie varesine diventino improvvisamente fertili e benestanti e che la popolazione cresca nei prossimi cinque anni di 10 mila unità (un alloggio ogni tre persone), servirebbero circa 3.000 nuove case. Tenendo conto che la metà dovrebbero derivare dal recupero dell’esistente, il Pgt in approvazione potrebbe quindi prevedere 1.500 alloggi di nuova edificazione.

In attesa del nuovo Pgt, si sono già costruiti un migliaio di alloggi. Sei sono i piani integrati d’intervento che l’amministrazione ha approvato e che in parte sono già stati realizzati. In via Borghi, proprio accanto allo stadio, stanno sorgendo 76 nuovi appartamenti, più 28 uffici e 8 negozi, oltre al supermercato già realizzato in cambio di una pista ciclabile lungo un tratto della via. In viale Aguggiari, all’ex Enel, sorgeranno tre palazzine con un centinaio di appartamenti, alcuni ad edilizia convenzionata (ad oltre 2.000 euro al metro quadro) e dei negozi. In cambio l’impresa costruirà una palestra a Calcinate. Un altro centinaio di alloggi verranno costruiti in via Corridoni, in cambio di 200 posti auto convenzionati per i pendolari. In via Gozzi, all’ex corderia di viale Borri, verranno costruiti 34 appartamenti. In via XXV Aprile, al posto della fabbrica manifatturiera, sorgeranno 30 appartamenti e

un numero ancora da definire sorgerà in centro città, in via San Francesco proprio difronte al negozio Verga. A questi però vanno aggiunti alcuni grossi interventi già realizzati o in fase di completamento, di dimensioni addirittura superiori ai Pii. In via Lazio svetta un maestoso complesso di 65 nuovi appartamenti e un supermercato. In viale Valganna, nell’area dell’ex Lindt, un’ottantina di case, appartamenti e una grande quantità di studi e negozi. Alla Schiranna, sulle ceneri della vecchia Cascina Barrico, fa bella mostra di sé un mega complesso di 69 alloggi. Dietro al Palaghiaccio, al posto di una fabbrica dismessa sono sorti una quarantina di appartamenti come pure in via Goldoni, al posto dell’ex fabbrica di mollette. Di fronte a parco Mantegazza, invece, stanno per esser ultimati 12 appartamenti e in via Pasubio a Casbeno, al posto di una villetta stanno prendendo forma 15 nuovi appartamenti.

Persino il colle del Montello non è rimasto esente dalla cementificazione e in via Lazzaro Palazzi sono sorte una trentina di unità immobiliari. Anche dalla parte opposta della città, a Bosto dove c’era il convento delle suore, è spuntato un complesso di 14 appartamenti di grandi dimensioni.

Un totale di un migliaio di alloggi, che uniti a quanto previsto nel progetto di riqualificazione delle Stazioni e di piazza Repubblica, superano più del doppio le più rosee previsioni di sviluppo abitativo della città.
Valentina Fumagalli

e.marletta

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