Varese sfiducia la politica Il lavoro? Meglio all’estero

Varese sfiducia la politica Il lavoro? Meglio all’estero

VARESE Dieci domande di attualità, oltre 300 persone intervistate e un risultato che non perdona: per i varesini, la situazione politica che ha preceduto l’insediamento del governo Monti era insostenibile.
La bocciatura è stata rivelata da uno studio condotto dagli studenti del corso di giornalismo e comunicazione politica dell’università degli studi dell’Insubria, i quali nel periodo compreso tra il16 ottobre e l’11 novembre – fino al giorno prima delle dimissioni di Berlusconi – , hanno sottoposto un questionario ai cittadini di Varese di età compresa tra i 20 e i 75 anni e di differente estrazione sociale, in prevalenza studenti e impiegati.

I risultati ottenuti, presentati oggi nel corso di una conferenza stampa, riassumono il malcontento che da mesi aleggiava nell’aria e che ha portato ad accogliere il rigore e la serietà del governo Monti come qualcosa di inusuale.
Lo scenario sociale dipinto dalle risposte del questionario, mostra un cittadino pronto a cambiare lui per primo, dato che in politica non cambia mai nulla: un atteggiamento certamente propositivo, che però dimostra una sfiducia diffusa nei confronti delle istituzioni.
Una domanda in particolare ha ricevuto una risposta quasi unanime, con ben l’89% delle risposte favorevoli: “pensa che ridurre i costi della politica sia una delle priorità del nostro Paese?”.

Tagli alla casta, dunque, ma anche una eliminazione dei soliti volti noti, con il 77% degli intervistati favorevole a una legge che vieti a tutti i politici di ricandidarsi dopo due legislature.
Un comportamento più integro da parte del capo di governo, può influenzare il giudizio che il cittadino ha della politica: lo ha ammesso il 73% delle persone interpellate, contro un 27% per i quali il comportamento extrapolitico del proprio capo di Stato è ininfluente rispetto al giudizio del suo operato.

L’83% dei varesini ai quali è stato sottoposto il questionario, reputa inadeguati i servizi al cittadino a fronte delle tasse pagate, e non manca la sfiducia dell’80% degli intervistati nei confronti di una possibile ripresa economica nel breve periodo, dalla attuale situazione di crisi. Ed è proprio il periodo di incertezza a indurre l’85% dei cittadini ascoltati a voler ridurre e selezionare i consumi, anche se solo il 58% afferma di avere cambiato il proprio stile di vita.

Una parte dell’indagine degli studenti è dedicata al futuro, ma anche in questo caso le aspettative verso il proprio ambiente sociale non sono tra le migliori: l’82% degli intervistati consiglierebbe a figli e amici di trasferirsi all’estero per poter avere l’opportunità di trovare lavoro; il 74% non pensa che politica e società siano in grado di promuovere proposte positive per le nuove generazioni e solo il parere sull’istruzione pubblica è abbastanza combattuto: il 61% dei varesini crede che l’istruzione e la formazione pubblica siano inadeguate a preparare le nuove generazioni, un risultato che supera di poco la percentuale (59%) di chi invece la ritiene adeguata.

Interessante la proposta del docente Franz Foti, il quale propone che tutti i progetti varati dalla pubblica amministrazione – che presentino risvolti sociali ed economici- vengano rivisti e riprogettati, nel caso non contengano misure tendenti a favorire i giovani.

j.bianchi

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