VARESE Ieri poco dopo mezzogiorno il termometro a Varese segnava 17 gradi, come nel mese di aprile. Una rondine, però, non fa primavera. E neppure il caldino di questi giorni deve indurci a pensare che l’inverno se ne sia definitivamente andato. «Le temperature potrebbero scendere ancora – spiega Paolo Valisa del Centro Geofisico Prealpino – Ci siamo lasciati alle spalle un mese di gennaio che, nella decade centrale, è stato particolarmente caldo. Fino a metà della settimana prossima ci sarà bel tempo, ma potrebbero tornare le temperature rigide. Per esempio, nel mese di febbraio, può arrivare il freddo dalla pianure della Russia».
Il caldo di questi giorni è dovuto a un’alta pressione di origine atlantica e africana, riscaldata ulteriormente dal favonio. Nella notte tra venerdì e sabato la temperatura a Varese non è scesa sotto gli otto gradi, mentre a Malpensa ha toccato i -0,5. Piacevolissima, ieri, la giornata di chi ha scelto di andare al Campo dei Fiori, dove il termometro ha toccato i 15 gradi. Si è avuta un’inversione termica molto accentuata: ieri mattina, alle 7, in città c’erano 8 gradi, al Campo dei fiori ben 10.
Siamo 8 gradi sopra la temperatura media del periodo, ma non si tratta di un fatto eccezionale. La massima dello storico varesino risale al 15 febbraio 1990, quando il termometro salì a 23 gradi.
Di solito, quando la meteo fa i capricci, a rimetterci sono gli agricoltori. Ma non in questo caso: molti campi non sono stati ancora seminati e, anche sugli alberi non sono comparse le gemme. Il timore, in caso contrario, sarebbe stato quello di una improvvisa gelata. «Nessuna coltivazione è stata ancora avviata in quanto la semina si fa a marzo – afferma Ignazio Bonacina del Consorzio Agrario di Varese – E’ vero, c’è un tempo sereno, ma la temperatura si mantiene comunque vicina allo zero e di pericoli per ora non ce ne sono». Anche Giuliano Bossi, direttore di Confagricoltura, è dello stesso parere: «Chiaro che se va avanti a far caldo e poi tornano le temperature basse ci possono essere problemi. Ma per ora la vegetazione è ferma».
Anche la fioritura dei nostri giardini è sotto controllo. «Certo, c’è la possibilità di una gemmazione, con danni a marzo per via delle gelate. Ma le piante per ora sono ancora indietro – dice Pietro Cardani, responsabile del verde pubblico del comune di Varese – Ci vuole almeno una settimana di temperature primaverili per far capire a una pianta, che non è stupida, che non è primavera. Comunque i nostri nonni conoscevano gli scherzi del clima: sono cose normali nei cicli della natura che non dovrebbero preoccupare». Anche gli insetti non si dovrebbero svegliare anticipatamente. «Gli insetti non vanno in letargo, ma in “diapausa”, ovvero passano l’inverno sotto forma di uova o crisalide all’interno del terreno – continua Cardani – Sono programmati per superare l’inverno e non uscire prima del tempo».
Adriana Morlacchi
e.marletta
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