«Varese si riprenda l’antico ruolo guida»

«Varese si riprenda l’antico ruolo guida»
L’intervista a Samuele Astuti, segretario provinciale del Partito Democratico e sindaco di Malnate

Un nuovo vento soffia in Provincia di Varese. Dopo 21 anni di governo leghista, sulla poltrona di presidente dell’ente siederà Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello. Candidato dall’alleanza tra Partito Democratico e Nuovo Centrodestra, Vincenzi (nella foto con Samuele Astuti) ha conquistato il 60% dei consensi, sancendo così il cambio di verso.

Come vive Samuele Astuti, segretario provinciale del Partito Democratico, un evento che può essere considerato storico?

È la parola giusta: un risultato assolutamente storico, che però ci carica le spalle di responsabilità. Già in questi giorni siamo tutti al lavoro per una svolta vera e sostanziale. Vogliamo che la Provincia possa diventare la casa di tutti gli amministratori locali. Un luogo di confronto che deve ridare identità al nostro territorio, che in questo momento l’ha smarrita. Se pensiamo che la Provincia di Varese è entrata in questa crisi economica come una delle più competitive della Lombardia e ora siamo in fondo alle classifiche, è evidente quale sia la strada da percorrere.

Una nuova identità anche nel segno politico dell’alleanza con il Nuovo Centrodestra.

In realtà quella per la Provincia è stata un’alleanza tra amministratori e sindaci, che hanno a cuore il futuro dell’ente, più che tra partiti. Quello con il Nuovo Centrodestra non è stato un accordo politico, ma programmatico, nato sulla base di idee condivise, anche con amministratori che in passato non guardavano al centrosinistra. Ci siamo aperti per creare convergenze utili al territorio.

Questa alleanza a livello provinciale però potrebbe avere ripercussioni importanti sulle giunte comunali. A Varese, come a Busto Arsizio, si parla già di rimpasto.

Chi la interpreta in questa maniera non si accorge della portata di questa riforma e ne perde il senso complessivo. Ragionare in questi termini e utilizzare queste forme di strumentalizzazione non fa bene ad una sfida importante, aperta a tutti gli amministratori, come quella che stiamo affrontando.

La chiave giusta qual è?

I partiti devono interpretare questa missione con spirito di servizio e non dettare diktat. Tanto più che Vincenzi ha vinto in tutte le fasce di Comuni, arrivando primo in tutte le città, con un risultato importante in un’ottica di ascolto di tutte le diverse sensibilità del nostro territorio.

Una sfida interessante, che nasce però in un clima di disponibilità economiche difficile.

Giusto dai conti dovrà partire il nuovo presidente. Uno dei suoi compiti sarà proprio quello di tenere il controllo sulle finanze dell’ente. Le prossime settimane le impegnerà nello sforzo di capire la situazione economica dell’ente, per poi ragionare successivamente sull’organizzazione, per rendere la Provincia più efficiente.

Un ente di secondo livello che avrà anche poteri e competenze molto diversi da prima.

La Provincia ha semplicemente cambiato veste, ma il suo ruolo è anche più importante e decisivo di quello predìcedente. La riforma Delrio è molto ambiziosa e ci ha consegnato un ente con mansioni che vengono attribuite dallo Stato e una quantità di servizi impressionante che può erogare ai Comuni. L’obiettivo è quello di mantenerli allo stesso livello, creando efficienze all’interno dell’ente e sinergie con gli enti locali. Proprio con questi, che non erano mai stati tenuti in considerazione fino ad ora dalla Provincia.

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