La Città Giardino non “cinguetta”. E nemmeno concede l’amicizia su Facebook. Varese si conferma uno dei comuni meno social dell’intera Lombardia.
Del resto, non è che le cose vadano meglio nel resto della Provincia: praticamente nessuno su Twitter, mentre ci sono comuni che hanno cominciato ad usare il portale ideato da Mark Zuckerberg.
Se si cerca Palazzo Estense nei due social network più diffusi, si rimane a bocca asciutta. Nonostante gli amministratori, a partire dal sindaco Attilio Fontana, abbiano dei profili personali, ancora l’amministrazione comunale non ha pensato di aprire un canale di comunicazione ufficiale del municipio.
Istruzioni per l’uso
Eppure in provincia gli esempi non mancano. A cominciare da Busto Arsizio, sono in tante le giunte che hanno deciso di posizionarsi sui social.
Con 3.363 “amici”, Palazzo Gilardoni raggiunge sul sito con la barra blu poco meno del 5 per cento dei cittadini. Sulla stessa piattaforma ci sono anche le pagine istituzionali di Somma Lombardo, Cassano Magnago, Samarate, Azzate, Cairate, Viggiù e Cittiglio.
Su Twitter si trovano invece la Provincia di Varese con 520 follower e il comune di Cardano al Campo.
«La chiave non è esserci», spiega però Andra Bellativa, docente di Linguaggi televisivi e crossmediali all’Università dell’Insubria, «non conta dimostrare di essere un Comune che ha un account sui social network, ma saperlo usare secondo le regole del mezzo di comunicazione».
Limitarsi a twittare i collegamenti ai comunicati stampa, piuttosto che postare su Facebook le locandine degli appuntamenti culturali serve a poco. «La caratteristica di queste piattaforme è che sono caratterizzate da una comunicazione bidirezionale». Da un lato il municipio, che informa i cittadini. Dall’altro questi ultimi, che attraverso i social lanciano richieste, segnalano problemi, muovono critiche.
E appunto «conta come si risponde a queste sollecitazioni». Ad esempio, prima di avviare un’opera pubblica si può aprire una consultazione su Facebook, sentire il parere dei cittadini, rispondere alle loro critiche spiegando perché si è deciso in un modo piuttosto che in un altro. Magari anche rivedere il progetto sulla base delle segnalazioni dei residenti.
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