VARESE Torna il caldo e torna l’emergenza ozono. A Varese è scattata l’allerta per i valori registrati dall’Arpa, ma l’amministrazione comunale e i tecnici del settore anche questa volta sono costretti ad alzare bandiera bianca: si possono trovare piccoli espedienti-tampone, ma per il problema vero non c’è rimedio che tenga. Nonostante il problema sia imputabile all’inquinamento atmosferico che, si sa, c’è e in particolari periodi dell’anno si fa sentire anche dalle nostre parti, viene ulteriormente peggiorato dalla cospicua presenza del verde che ricopre il Campo dei Fiori e che circonda la città giardino. «È normale», spiega l’ingegnere e metereologo varesino
Gianluca Bertoni: «L’inquinamento da ozono si sviluppa con le temperature alte». Non è il calore a farlo sviluppare, ma rappresenta una condizione ambientale necessaria. Infatti, strano ma vero, quest’anno grazie al clima da profondo novembre che ha rovinato la festa ai tanti amanti del periodo primaverile, la situazione dal punto di vista ambientale si è dimostrata migliore degli anni scorsi. Merito appunto delle temperature. «Perché l’ozono si sviluppi servono almeno 27 gradi – prosegue Bertoni – Quest’anno il caldo estivo è arrivato molto in ritardo, e non dico che abbia ridotto l’inquinamento, ma di certo ne ha ritardato la formazione».
e.romano
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