Varese, terremoto nel Carroccio Cacciato chi voleva cacciare Bobo

VARESE La svolta, chiesta a gran voce da Roberto Maroni mercoledì al teatro Apollonio di Varese, è arrivata ieri in serata: Umberto Bossi dà il benservito a Marco Reguzzoni e incorona nuovo capogruppo alla Camera Gian Paolo Dozzo.

Maroni e i maroniani hanno ottenuto ciò che volevano e il cerchio magico esce con le ossa rotte dallo scontro frontale andato in scena negli ultimi giorni.

Dozzo è veneto di Castelfranco: storico onorevole del Carroccio, tre anni fa è andato vicinissimo alla nomina a ministro dell’Agricoltura. Viene definito un maroniano moderato, molto vicino al nostro Giancarlo Giorgetti. «È un momento difficile, il partito va tenuto unito», dichiara Dozzo alla Provincia di Varese.

Il ribaltone, annunciato dal Senatùr sulla “Padania” in edicola oggi, come verrà preso dai fedelissimi di Reguzzoni e compagnia? La risposta arriverà già domani a Milano, sede della grande manifestazione leghista contro il congresso. Una vigilia ieri caricata di tensione dalle due fazioni.

«Loro avranno Maroni, ma noi abbiamo le palle. Se fan casino in piazza, il congresso glielo facciamo fare al Niguarda». Questo il tenore di uno dei messaggi sms circolati tra alcuni militanti della Lombardia.

Sempre ieri Maroni era tornato ad attaccare Marco Reguzzoni: «Ma quale spaccatura della Lega? C’è stata un’operazione contro di me rispedita al mittente». E sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro Passera, presentata dal parlamentare bustocco: «Ho già espresso la mia perplessità – ha detto Maroni – anzi la mia contrarietà: è nell’abc della tattica parlamentare. Se presento una mozione di sfiducia contro un ministro, o sono certo che lui si dimetterà prima, o sono certo di spaccare il fronte della maggioranza. Altrimenti gli faccio solo un favore». Gli ultimi due affondi che, evidentemente, hanno convinto Bossi a mettere da parte il suo delfino Reguzzoni.

Intanto la battuta di Maroni contro i bustocchi continua a far discutere. Ci pensa il sindaco di Busto, Gigi Farioli, a zittire le polemiche, rivolgendosi direttamente a Bobo: «Ti conosco troppo bene per non interpretare quello dell’altra sera come un infortunio lessicale, che non ha voluto certamente offendere una città come quella che ho l’onore di rappresentare e servire».
Marco Tavazzi

s.bartolini

© riproduzione riservata