VARESE – La somma transitata sul suo conto e da lei poi trasferita in Bulgaria, non prima di essersi trattenuta una percentuale dell’8 per cento, è tutto sommato modesta, meno di cinquemila euro. Eppure la condanna alla quale va incontro una donna varesina di 45 anni, Flavia Scapolan, è pesante: otto anni. Perché l’accusa è di riciclaggio di danaro provento di attività illecite.
La mafia non c’entra, o meglio, non quella a cui siamo abituati a pensare quando si parla di riciclaggio. C’entra però una organizzazione criminale che sta a monte del reato contestato alla donna di Varese, e che è entrata in possesso di codici di accesso e password di correntisti bancari con servizio di “remote banking” o “home banking”, cioè la possibilità di accedere al proprio conto e di disporne tramite un computer da casa propria.
Sono due le parti offese in questo processo, una delle quali, residente a Verona, si è costituita parte civile con l’avvocato Fabio Matera: è stata la sua denuncia a far scoprire il meccanismo, che in questo procedimento è però solo accennato, nei termini di reati presupposti: detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici, e frode informatica.
Il presupposto è inquietante: perché dimostra che è possibile copiare e utilizzare codici e password anche di computer ad uso personale, ritenuti sicuri. A volte basta diffondere un virus del tipo “trojan”, e il gioco è fatto.
Con quelle vere e proprie chiavi in mano, la banda di hacker con sede all’estero è penetrata nei conti delle persone offese e, secondo la procura, ha disposto piccoli bonifici a favore del conto della Scapolan, che a sua volta ha poi prelevato le somme, tenendo per sé l’8 per cento, e tramite Western Union, le ha trasferite in Bulgaria. La donna, difesa dall’avvocato Michele Lodi, in fase di indagine aveva cercato di difendersi asserendo che quella percentuale era stata trattenuta per prestazioni professionali di lavoro come commercialista. Peccato però che non lo sia.
Ieri sono state ammesse le prove richieste dal pubblico ministero Massimo Baraldo. L’udienza è stata aggiornata dal presidente del collegio Anna Azzena al 19 aprile, quando verranno chiamati i testi dell’accusa: il maresciallo dei carabinieri che ha eseguito gli accertamenti sui trasferimenti dei conti e le parti offese.
f.tonghini
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