Nessuna scusa, e questa è la cosa che ci fa più piacere: a mister Sottili la partita non è piaciuta, e lo dice senza mezzi termini.
«Una mezza figuraccia». Ecco: spieghiamo. «Tutti quanti ci aspettavamo qualcosa di meglio, e le facce con cui i giocatori sono usciti dal campo hanno detto che pure loro sono consapevoli di non aver fatto una bella partita. Dobbiamo essere coerenti: sono contento che sia arrivata questa brutta figura, perché è meglio che questi passi falsi capitino presto in modo da metterci davanti alle nostre difficoltà».
Detto delle assenze e dei carichi di lavoro, alibi ai quali ci si potrebbe appellare senza troppi problemi, il mister analizza quel che è mancato: «Spero che la squadra abbia capito che serve qualcosa in più: la cattiveria agonistica è qualcosa che deve entrare nel nostro dna e nella nostra quotidianità, così come la voglia di rubare un pallone e di ripartire. Mi sta bene il cross sbagliato, mi sta bene il gol mancato: non mi sta bene la voglia di andare oltre la fatica, specialmente in questa parte della stagione».
E poi c’è, quello sì, un po’ di dispiacere per i 300 venuti da Varese: «Avremmo dovuto metterci un po’ di orgoglio in più proprio per loro. Io mi arrabbio quando perdo una partitella con gli amici dove ci si gioca un pizza, figuratevi se non mi arrabbio quando perdo con una squadra di tre categorie inferiore a noi e davanti a gente che ha viaggiato due ore per vederci».
Analisi serena anche per Walter Bressan: «Siamo all’inizio di un percorso che ci sta portando ad affrontare tante situazioni nuove: questa è una fase di rodaggio, stiamo lavorando molto anche se in questa sfida avremmo dovuto fare di più».
Novità, si diceva: «Certo – continua il portiere – quest’anno è tutto nuovo: abbiamo resettato la stagione passata e stiamo cercando di calarci in tutto quello che ci circonda».
Novità, anche per quanto riguarda l’allenatore dei portieri: «Ma io mi trovo bene – risponde un po’ piccato il numero uno biancorosso – esattamente come mi sono trovato bene con tutti gli allenatori con cui ho lavorato. E mi fermo qui, perché su questo argomento si è parlato fin troppo».
Uno sguardo al campionato? «Ogni volta si pensa che ci sarà una squadra capace di ammazzare il campionato, poi non sempre accade: quest’anno c’è il Palermo, che per forza di cose parte davanti a tutti quanti. Ma il prossimo campionato mi pare più livellato rispetto a quello scorso».
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