Fine settimana di controlli sulle strade del comune e non è finita. Sabato sera, verso le 22, la polizia stradale ha fermato un conducente in stato di ebbrezza. Il pretest, eseguito come analisi di campionamento, ha accertato un abuso di sostanze alcoliche. L’etilometro ha confermato un grado di ebbrezza alcolica pari a 1,35 grammi di alcol per litro.
Successivamente, verso l’una meno un quarto, sempre in viale Aguggiari ma nel corso del rilevamento di un sinistro stradale, il personale operante ha riscontrato in uno dei due conducenti coinvolti evidenti sintomi di abuso di sostanze alcoliche. Sottoposto alle analisi con l’etilometro, gli è stato riscontrato un valore pari a 1,40.
Stesso copione domenica sera: verso le 20, nel corso del rilevamento di un sinistro stradale avvenuto in viale Belforte, i vigili si sono accorti che uno dei due conducenti aveva alzato troppo il gomito: questi, pensando forse di evitare l’iter giudiziario, si rifiutava di sottoporsi al test alcolemico.
Ma la normativa in questo caso è repressiva e si comporta come nel caso più grave, ovvero come se nel conducente fosse accertato un valore di ebbrezza alcolica superiore a 1,50 grammi per litro. I due conducenti “brilli” sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di guida in stato di ebbrezza alcolica. Sono state ritirate le rispettive patenti di guida per procedere con la successiva sospensione, che per i casi indicati è prevista da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni.
«Continuiamo i controlli di questo tipo perché nonostante le varie campagne informative ed educative sulla pericolosità della guida in stato di ebbrezza la polizia locale eleva ancora sanzioni per questo illecito – afferma l’assessore Carlo Piatti – È importante che gli automobilisti capiscano che l’auto può essere un’arma se usata male. Che può provocare seri danni non solo a se stessi ma anche agli altri avventori della strada. Oltretutto la guida in stato di ebbrezza, insieme alla eccessiva velocità, sono la causa primaria di incidenti».
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